Alla ricerca della fanciullezza perduta: intervista all’artista Raspu Paola

18 Gennaio 2022 Redazione A&S 2246

NELLA FOTO: PAOLA RASPU ACCANTO AD UNA SUA OPERA.

L'artista visiva Raspu Paola nasce a Sulmona, città nella quale attualmente risiede ed opera a livello artistico. Dopo svariate partecipazioni ad alcune importanti esposizioni, tra le quali la Biennale d'Arte di Roma, Raspu Paola continua a portare avanti la sua personale ricerca pittorica in bilico tra il recupero della fanciullezza perduta e soluzioni fabulistiche. Arte & Società ha voluto porgere alcune domande alla valida artista sulmonese al fine di far conoscere meglio la sua produzione artistica.


INTERVISTA A PAOLA RASPU
a cura del sociologo e giornalista Ivan Guidone


Quando ha iniziato a fare pittura?

Quando ho deciso di volermi più bene. Ho tolto tutto ciò che mi appesantiva nella mia vita: iniziando dal lavoro fino ad arrivare ad altre cose... e tutto ciò l'ho fatto con coraggio, affrontando sfide continue e con tanta, tanta costanza e determinazione.

È stata dura per lei?

Sì, ma volevo capire per cosa ero nata. Volevo comprendere quale era la mia missione in questa vita. Ho iniziato così ad ascoltare e ricercare quella parte pulita che tutti abbiamo dentro di noi, quella semplicità e quella gioia che si ha quando si è bambini.

Un ritorno alla fanciullezza?

Ritrovare quell’innocenza che permette di vivere con allegria, di non conoscere qualsivoglia forma di amarezza, ma di viaggiare su onde di rilassamento, di creatività, di immaginazione, insomma di una vera forma di connessione con la Vita. E così, quando mi sono "ritrovata", credo di aver pianto, pianto tanto di felicità, perché in quel preciso momento riuscivo a far nascere le mie emozioni sulle tele.

Quali sono i suoi artisti preferiti?

Ne sono diversi: da Marc Chagall a Ligabue, da Vincent Van Gogh a Frida Kahlo e Claude Monet.

E quali sono quelli che hanno ispirato la sua carriera artistica?

Questa domanda mi emoziona molto. Nel 2019, davvero certo ad una buona età, il maestro Giorgio Michetti, purtroppo ci ha lasciati. Lo considero il mio maestro, pur non avendolo mai conosciuto di persona. In ogni sua opera, io vi ho trovato un legame che ho sentito profondamente. Grazie per avermi fatto questa domanda che mi dato così modo di ringraziarlo pubblicamente.

Cosa la sta ispirando ultimamente?

Tutto ciò che mi emoziona... in ogni giorno che vivo, tra la nascita di un amore, un racconto di storia vissuta, in uno sguardo sulla Natura, sulla Vita.

Come vede l’attuale scena dell’arte contemporanea?

Mi sta piacendo moltissimo questa esplosione di forze creative che, in maniera e forme diverse, gli artisti stanno esprimendo in questa lunga e graduale fase di "rinascita", come reazione a questa crisi pandemica mondiale.

Qual è la mostra che ricorda con più affetto?

Una mia ultima personale, svoltasi durante la pandemia, presso la Fortezza di Civitella del Tronto, dove alcune comitive impavide di Turisti, visitando la mia Mostra, mi ricercavano all’intero della Fortezza, dove io me ne andavo in giro, curiosi di farsi raccontare le opere viste. Un incontro di sorrisi nonostante tutto. Bello!

Che cosa è cambiato in Lei e nella sua pittura dagli esordi fino ad oggi?

La voglia di piacermi così come sono, ogni giorno di più, con pregi e difetti. Creare arte è far uscire la parte bella che ho dentro di me. Ed è questa parte che desidero che arrivi prima della mia persona esteriore.

Come si vede tra dieci anni?

Spero di risvegliarmi sempre con uno sguardo sulla Natura e di trasformare l’emozione su di una nuova tela.

Usa molto i social-network? Sono utili per un artista?

Sì, lo sono: io ad esempio sono presente su Facebook ed Instagram. Qui pubblico quotidianamente la mia Arte, al fine che – anche chi è lontano logisticamente – può conoscermi ed apprezzarmi.

Che consigli darebbe ad un giovane che vuole intraprendere il percorso artistico?

Credere fortemente in questo fantastico sogno e di creare, creare ed ancora creare... qualsiasi cosa, in qualsiasi forma, fino a trovarsi e riconoscersi!

Prima di congedarci, vuole dire qualcosa ai nostri lettori?

Sì, ringrazio i lettori di "Arte & Società" per avermi letto, e a voi della redazione per avermi dato questa magnifica opportunità di farmi conoscere un po' di più… Grazie!!!

Ivan Guidone

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Ultimo aggiornamento: 20/01/2022, 00:17