Maria Luisa Casertano / Note critiche

20 Febbraio 2022 Redazione A&S 39

NOTA CRITICA #1
(di Giorgio Di Genova)

La pittura per la Casertano è come il respiro. Anzi con lei i colori (per lei “veli” che disvelano l’intimo sentire) respirano. E, come avviene nell’esistenza quotidiana, i ritmi del respiro variano a seconda del momento, passando da quelli regolari a quelli affannati, da quelli brevi a quelli profondi, o densi, non senza pause di rilassato riposo, com’è avviene nel 1986 con Movimenti bloccati n. 1 e Movimenti bloccati n. 2, lavori nei quali il rimosso geometrico, pur restando qui a metà strada, torna ad accampare i suoi diritti con irrisolte allusioni architetturali, come, del resto, nei suoi piatti di ceramica, eccetto che per uno in cui con l’orchestrazione degli elementi azzurri raggiunge una composizione di grande limpidezza geometrica.

(Tratto da "Le metafore cromatiche di Luisa Casertano" in "La Poetica dei Sogni" (catalogo di Luisa Casertano), Il Quaderno Edizioni, 2012)


NOTA CRITICA #2
(di Rosario Pinto)

Maria Luisa Casertano alimenta con tali producenti interrogativi il cammino che la conduce fino alle cose che oggi produce, lungo un sentiero di onesto tormento della coscienza, ove, non cedendo mai alle lusinghe delle chimere ‘post-moderne’, con coerenza, naviga – talvolta di bolina – muovendosi tra perigliosi flutti, tra esigenza liberatoria ed istanza regolatrice dei telai compositivi. Detta in formula, potrebbe così essere formulata una ipotesi di inquadramento asciuttamente stilistico: l’equilibrio instabile e periclitante, nella nostra artista, tra istanze di libertà della materia, da una parte, e categorializzazione procedurale, dall’altra. Ciò vuol dire, in via pratica, che la linea ‘informale’ – di volta in volta con una relativa prevalenza caratterizzante ed imprimente – o si arricchisce di effusioni debordanti di flusso materico o si irregimenta entro parametrazioni controllate e puntuali.

(Tratto da "Maria Luisa Casertano nel complesso rapporto con la dimensione materica e nell’articolazione vibratile d’una ricerca ‘categorialmente’ più che ‘stilisticamente’ informale" in "La Poetica dei Sogni" (catalogo di Luisa Casertano), Il Quaderno Edizioni, 2012)


NOTA CRITICA #3
(di Gilda Luongo)

La sua ricerca pittorica fa dell’astrazione espressionista un centro di svelamento di campi energetici la cui spinta centripeta proietta sulla materia la fenomenologia del gesto come sismografia dell’esistenza allo stato puro, esistenza pittorica fatta di sentimenti in cui la Casertano realizza la sua essenza e il suo naufragio. La materia come fondamento dell’esistenza capta la vita, pulsando di una energia stratificata che è cuore del suo mondo. La poetica del gesto muove uno spazio dove le deformazioni dilatative delle immagini fanno emergere l’occhio cieco dell’assoluta visione.

(Tratto da "Il contrappunto dell’Anima: la polifonia cromatica di Maria Luisa Casertano" in "La Poetica dei Sogni" (catalogo di Luisa Casertano), Il Quaderno Edizioni, 2012)