Crisalide, la performance di Alice Valente Visco e Manuela Scannavini al vernissage di Fase Uno

24 Ottobre 2020 ivan guidone460

Durante il vernissage della collettiva d'arte capitolina Fase Uno, l'attrice Alice Valente Visco si esibirà in una performance dal titolo Crisalide che avrà come "sfondo" la suggestiva opera dell'artista romana Manuela Scannavini dal titolo Macchina-Molecola-Covid (in basso nella foto di Tommaso Notarangelo).

Scena della performance Crisalide con il quadro di Manuela Scannavini (foto di Tommaso Notarangelo)

Il vernissage di Fase Uno si svolgerà, in versione telematica a causa del pericolo COVID-19, il 28 Ottobre 2020, ore 17:30, sul canale ufficiale Instragram Live della Galleria Pavart di Roma.

La performer Alice Valente Visco (foto di Giovanna D'Amato)

Proprio sul tema del pericolo contagio, l'attrice Valente Visco (nella foto di Giovanna D'Amato) afferma: Anche noi, come crisalidi, in questo nostro tempo di paure, ci chiudiamo e tessiamo il bozzolo dentro il quale nasconderci e dal quale sognare il futuro e una nuova coscienza. Anche noi, forse, dal nostro isolamento e da un mutato punto d’osservazione della realtà troveremo la forza di compiere la nostra metamorfosi, essenziale e necessaria.

Una scena iniziale di Alice Valente Visco

Particolarmente interessante quanto afferma l'artista Manuela Scannavini sulla genesi dell'opera Macchina-Molecola-Covid (in basso nella foto) realizzata proprio durante la "chiusura": Non ho avuto subito l'ispirazione. Durante il lockdown mi sono sentita anzi spiazzata, quasi “centrifugata” dagli eventi. Ho però trascorso più tempo nel mio studio, ritrovando il gusto di immergermi in esso. Ho cominciato a pensare nel profondo cosa avevo fatto prima che accadesse l'emergenza COVID e cosa stava succedendo ora. Ero una macchina. Ho pensato al grande movimento che ha preceduto il COVID e a come tutti siamo stati in grado di trasformarlo e azzerarlo.

L'opera dell'artista Manuela Scannavini.

Siamo stati in grado di fermarci – continua l'artista Scannaviniper ritrovare un nuovo modo di ascoltare le giornate e il fluire del tempo. Poi mi si sono presentati dinanzi: il bianco, il nero e il pensiero. Da questi sono nati: una grande macchina-molecola con i suoi ingranaggi e delle teste ben centrate che ne sono gli artefici, infine una strada bianca che crea movimento e connessioni ed è in grado di cambiare di segno a quell'aspetto del nero che richiama al lamento, alla tragedia, al vuoto. Quest'opera è anche una domanda: torneremo macchine o saremo in grado di creare nuovi paradigmi?

Ivan Guidone

© RIPRODUZIONE RISERVATA