Sezione critica su Carlo Curatoli

13 Ottobre 2020 redazione70

Nella foto: Marco Giacobbe, Maurizio Vitiello, Hassan Yazdani e Carlo Curatoli al Museo Campano di Capua.

Un asterisco per Carlo Curatoli

Carlo Curatoli è un artista da conoscere. Bisogna riflettere sulle sue elaborazioni, sintatticamente interessanti e calate in tensioni segnico-astratte e su versanti informali. Da architetto, ha girato molto per progetti nel mondo, soprattutto, quello medio-orientale, e ha posizionato la sua ferma attenzione su composizioni informali e sino a giungere a elaborazioni astratto-geometriche, d’indubbio valore tecnico e di pregnante qualità estetica. In accorti passaggi limitrofi distribuisce geografie d’ambienti e valide misure tensive.
Quello che si apprezza è l’impostazione che declina, tra una misuratissima epifania informale e una smagliante sintassi astratto-geometrica; si possono, così, cogliere insolite immagini e particolarissime visioni. In un gioco di sottili e sensibili rimandi si sviluppano ritmi e accensioni cromatiche, che distribuiscono cadenzati moduli e ambienti sereni. Oggi, ha trovato il tempo per misurarsi come operatore del visivo.
Tra ritmi e sensibilità, variando, compiutamente, colori e geometrie, costruisce stupefazioni di sentieri equilibrati, e mai rinuncia alla sintesi. Grazie a un linguaggio, pienamente, concreto, costituito da pure maturazioni cromatiche e segni e segnacoli ben definiti, e con motivi di risonanze interiori corrobora un “continuum” di variegate letture.
Agisce sempre con coerenza e rende le sue opere attrattive, sotto la soglia e il senso di uno spessore seducente. La sua produzione spiega tempi aperti e molto contemporanei e in un indirizzo sostenuto esplicita visioni panoramiche rivitalizzate da ritmi e atmosfere.
Lavora molto per le stesure e completa redazioni eleganti in un equilibrio di sottili rispondenze. Con “scambi di confine” sostiene scene con rese timbriche adatte. Appunta vibrazioni e declina variazioni fluide di cromatismi con pennellate sciolte e consapevoli e in una continuità di segni espansi ci fa intendere coordinate di carattere attuale e tra scatti e gesti intesse atmosfere di richiamo, quasi musicale.
Il suo orientamento è verso quegli spaccati naturali e tutela tra interstizi immaginazioni fertili. Determina percezioni “altre” e in prospettive congruenti situa considerazioni estetiche. Nel suo pensiero costruttivo, fortemente creativo, si staccano eleganti ricercatezze.

Maurizio Vitiello