Fantasia e creatività: quattro chiacchiere con l'artista Giuliano Gentile

22 Marzo 2021 Redazione A&S 1421

Un'opera di Giuliano Gentile dal titolo "Per un mondo migliore" (acrilico, cm. 40 x 30).

Su Arte & Società abbiamo già avuto modo di parlare della produzione artistica di Giuliano Gentile, pittore sulmonese che si caratterizza per un filone ludico-surreale che poggia la propria fantasia creativa su motivi e temi d’impatto. Ma conosciamo meglio il bravo artista sulmonese con questa intervista testuale inedita condotta dal nostro critico d'arte, il sociologo e scrittore Maurizio Vitiello.

Intervista a Giuliano Gentile

Incominciamo da lontano. Può segnalare, in modo dettagliato, il suo percorso di studi?

Diplomato all’Istituto Statale d’Arte in Decorazione Pittorica. Esperienze lavorative: Allestitore-Vetrinista-Cartellonista-Grafico Pubblicitario.

Può segnalarci i desideri iniziali e i sentieri che aveva intenzione di seguire? Li ha seguiti.

Il desiderio iniziale è stato dipingere l’emozione dei colori. Lo stile si è maturato man mano dipingendo. Sono soddisfatto del mio percorso.

Quando c’è stato il primo approccio con il mondo dell’arte e quando è iniziata la sua voglia di “produrre arte”?

L’approccio: il regalo di una scatola di colori per l’Epifania.

Mi può indicare gli artisti bravi che ha conosciuto?

Artisti conosciuti: Franco Fortunato, Carlo Rosselli, Enrico Benaglia, Ennio Calabria.

Con chi ha operato, eventualmente, “a due mani”?

Ho evoluto la mia pittura sempre da solo.

Quali sono state le sue personali da ricordare?

Tante personali. Le più importanti: Una ciclica a Cerveteri (RM) nelle Sale del Palazzo Ruspoli; Museo Etrusco di Villa Giulia, Roma; Galleria d’Arte "La Vetrata" di Roberto Lombardi a Roma; Sale dello Studio Legale "Lovells" a Piazza Venezia, Roma (nella manifestazione "Un anno di Esposizioni ed Opere d’Arte"). Ho tenuto stage di pittura presso il Museo Civico Archeologico Naturalistico 'Adolfo Klitsche de La Grange' di Allumiere.

Può precisare, invece, i temi e i motivi delle ultimissime personali?

Non ho mai fatto personali a tema, ma ho esposto l’ultima produzione e le idee del momento.

Adesso, può indicare le esposizioni, tra collettive e rassegne importanti, a cui ha partecipato in Italia e all’estero?

Tantissime collettive e premi ricevuti in tante rassegne d’arte. Nel Premio Italia 1992. Esposizioni a: Budapest, Stoccolma e New York. Esposizioni anche in Francia, Svezia e Australia. Su invito inviata un’opera al Sharjah Art Museum negli Emirati Arabi.

Dentro la sua produzione c’è la sua percezione del mondo, forse, ma quanto e perché?

Nelle opere parlo del mondo e dell’intimo umano nei vari aspetti filtrati attraverso i miei occhi.

L’Italia è sorgiva per gli artisti dei vari segmenti? Il Lazio, il Sud, la “vetrina ombelicale” milanese cosa offrono adesso?

Il mondo dell’Arte è poco propenso alla dialettica e alla ricerca di idee: è statico.

Quali piste di maestri importanti ha seguito e coltivato?

Agli inizi seguivo gli Impressionisti e il Realismo Italiano; poi, ho seguito me stesso in un Surrealismo legato al racconto e alla favola, che mi permette di trattare l’intimo umano.

Pensa di avere, attualmente, una visibilità congrua?

Ho una mia sfera di visibilità e grande apprezzamento della mia opera. Il mio segno è riconoscibile e accattivante. Con le sue forme e colori attira e coinvolge lo spettatore.

Quanti “addetti ai lavori” la seguono, e perché?

Vi sono varie gallerie e mercanti che seguono e apprezzano la mia opera.

Quali linee operative pensa di segnare nell’immediato futuro, post-Covid-19?

Il periodo COVID non ha interrotto il mio proficuo lavoro. In questo periodo la divulgazione avviene nei Social con un ottimo riscontro positivo. Nel post-COVID le opere si mostreranno e dialogheranno con i fruitori dell’Arte.

Pensa che sia difficile riuscire a penetrare le frontiere dell’arte? Quanti, secondo lei, riescono a saper “leggere” l’arte contemporanea e a districarsi tra le “mistificazioni” e le “provocazioni”, tuttora, purtroppo, in corso?

Penetrare le frontiere dell’Arte? Io faccio Arte tutti i giorni. Io sono Arte. Leggere l’Arte contemporanea? Mistificazioni, provocazioni? La corsa è all’apparire (ma lo è stato anche nel passato). Purchè se ne parli. Apprezzo l’Arte contemporanea, ma quella che sa parlare.

Con chi le farebbe piacere collaborare tra critico, artista, promoter per metter su una mostra o una rassegna estesa di artisti collimanti con la sua ultima produzione?

Il pubblico si ricorderà della mia opera se la mia opera sarà in grado di stimolarlo.

Perché il pubblico dovrebbe ricordarsi dei suoi impegni?

Il pubblico si ricorderà della mia opera se la mia opera sarà in grado di stimolarlo.

Pensa che sia giusto avvicinare i giovani e proporre l’arte in ambito scolastico, accademico, universitario? Con quali metodi educativi, esemplari e utili?

L’approccio dei giovani all’Arte è fondamentale, ne ho avuto esperienza con l’insegnamento. Bisogna saper stuzzicare l’intimo per rendere partecipi i giovani.

Prossime mosse, a Roma, Milano, Napoli, Londra, Parigi?

Il sogno è Venezia. Un mio catalogo con critica del Prof. Renato Civello.

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