I "Progetti In-Consci" dell'artista Anna Boschi

19 Giugno 2020 Ivan Guidone 1226

L'artista Anna Boschi durante la mostra al Palazzo del Bargello di Gubbio

Arte & Società vi propone – su segnalazione del sociologo e critico d'arte Maurizio Vitiello – due opere dell'artista Anna Boschi presentate durante la mostra “Progetti In-Consci. Tra segno, spazio e poesia visiva”, svoltasi dal 1° al 27 Maggio 2018 e allestita al Palazzo del Bargello di Gubbio – Galleria D’Arte Contemporanea (a cura di Angelamaria Golfarelli). Le opere (da sinistra "In-Conscio" del 2012 e "Ricerchiamo" del 2014) sono entrambe misuranti cento centimetri di altezza per cento centimetri di larghezza. Realizzate con la tecnica del mixed media, fanno parte entrambe della serie "Progetti In-Consci". Riportiamo di seguito alcune note critiche:

Configurazione di una metafora visiva che invade di poesia... il segno

(di Angelamaria Golfarelli)

Il lungo percorso artistico di Anna Boschi è passato dall’incontaminato e “puro” linguaggio pittorico ad una serie di sperimentazioni che sono infine approdate a quello che attualmente è il suo riconosciuto stile: la poesia visiva. Perché l’arte preziosa che Anna propone sonda e profana con intensa e colta precisione sia la pittura che la poesia, rendendo visibile l’ascolto e risonante il segno. L’opera che ne scaturisce è quindi leggibile attraverso una traduzione simultanea che, tramite l’inserimento di frammenti di collage di parti grafiche e/o tipografiche, produce un immediato equilibrio fra grafia ed immagine che, senza alcuna reciproca subordinazione, traduce il concreto in illusione e l’illusione in concreto. Con la musicalità delle forme geometriche perfette che fluttuano nel cosmo etereo delle tele collocandosi come leggere visioni che esplodono in tutta la straordinaria vitalità che trova nella parola, sia essa asemica che di senso compiuto, quella prospettica e visionaria seduzione di cui tutti noi subiamo l’influsso e da cui siamo rapiti (più o meno consapevolmente).

Dalla mostra Tra Visual Poetry e ricerca presso VALMORE studio d’Arte di Vicenza del 2014

(di Giovanna Grossato)

Ed ecco realizzarsi i “Progetti in-consci”, spazi aperti, grandi aree su cui dare vita a segni geometrici, a mappe geometriche/geografiche dilatate fino a congiungersi alle immagini di solitudine metropolitana ricavate dalla pubblicità, ai frammenti di una in-esistente comunicazione che tenderà a decantarsi per poi riemergere con nuovi contenuti come viaggio personale in continua evoluzione.

Frammenti in-consci

(di Giovanni Bonanno)

Oggi, con i “Progetti in-consci” il tempo sembra che voglia davvero dilatarsi a dismisura, con la materia che si trasforma con il conseguente affioramento di “sottili incanti” che contagiano compiutamente gran parte dello spazio pittorico. Tracce e grafie definite come memorie di tempo evanescente, mappe geometriche e nel contempo geografiche che si dilatano a dismisura in superfici che sembrano distese infinite. Sottili ansie affiorano a tratti qua e là. L’opera, tra la ricerca di un ordine e il momentaneo disordine raccoglie i “frammenti in-consci del nostro precario esistere” e si fa luogo e campo di insolite apparizioni percettive alla ricerca di un nuovo valore e significato da assegnare al mistero delle cose.

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