Il Museo Nazionale d'Arte Moderna di Tokyo riapre i battenti dopo l'emergenza COVID-19

4 Giugno 2020 Redazione A&S 1221

Tokyo, Museo Nazionale di Arte Moderna (foto inedita di Angelo Andriuolo)

Vi proponiamo, direttamente da Tokyo, una foto inedita del Museo Nazionale di Arte Moderna scattata dal nostro corrispondente nipponico Angelo Andriuolo, con il quale il nostro sociologo e critico d'arte Maurizio Vitiello ha attivato una linea di corrispondenza. Vi proponiamo di seguito la nota stampa di Angelo Andriuolo sull'importante museo giapponese.

IL MOMAT RIAPRE FINALMENTE AI VISITATORI

Il Museo Nazionale di Arte Moderna di Tokyo (costituito nel 1952), conosciuto anche con l'acronimo inglese MOMAT (National Museum of Modern Art, Tokyo) riapre dal 4 Giugno le sue porte ai visitatori, dopo il lungo periodo di chiusura dovuto all’emergenza del COVID-19.

Finalmente, si potrà rientrare in quello che è il “tempio” dell’arte moderna giapponese e ammirare, o riammirare, i tanti capolavori realizzati nel corso del XX Secolo, in stile occidentale o “Nihonga”, da Artisti nipponici noti sin dal Periodo Meiji (periodo che comprende i quarantaquattro anni di regno dell'Imperatore Mutsuhito, dal 1868 al 1912) e raccolti in una imponente collezione permanente che annovera, fra gli altri, il possente “Vento del Sud” (1907), un olio su tela western style di 151,5 × 182,4 cm. di Wada Sanzo (1883-1967) e l’etereo “Kiyohime sul fiume Hidaka”, un colore su seta (hanging scroll) di 142.5 x 55.7 cm. del Maestro Murakami Kagaku (1888-1939), un’opera dalla squisita fattura che narra di un amore impossibile e che riesce a esprimere la profondità dell'emozione umana con il sapiente uso di colori tenui e linee delicate.

Dal 12 Giugno (prorogata fino all’11 Ottobre) ripartirà anche la Mostra Speciale di Peter Doig (1959), il pittore scozzese famoso in tutto il mondo per i suoi paesaggi misteriosi e romantici e pregni di fascino mistico. Le altre mostre programmate per il 2020, come quella dedicata all’Archistar Kengo Kuma verranno, invece, spostate al 2021.

Angelo Andriuolo

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