Il respiro intellettuale dell’artista Salvatore Pepe

28 Maggio 2020 Redazione A&S 2512

NELLA FOTO: SALVATORE PEPE 01.

L’artista Salvatore Pepe, da consapevole sperimentatore, frequenta l’uso di materiali inconsueti e naviga nelle mescolanze.

La prima Biennale Internazionale della Calabria Citra, svoltasi a Praia a Mare nel 2018, mi ha permesso di conoscere meglio Salvatore Pepe ed il suo studio ricco di dipinti, assemblaggi, elaborazioni variegate, disegni, grafiche, nonché di altre opere e oggetti d’arte e anche cataloghi.

L’artista Salvatore Pepe guarda a tutte le varie semantiche operative: dalla pittura materica al collage, dalle sobrietà del ready-made alle rastremate estroflessioni plastiche. Il suo interesse per la scenografia e per il teatro l’ha portato a considerare gli apporti di altre discipline con un raggio di attrazione e di misura sensibile utili a redigere singolari testi visivi.

Il suo procedere non è glam e le sue incursioni attivano orizzonti di parabole discrete, che ci fanno meglio comprendere memoria e contemporaneità. Chi siamo e cosa saremo, quindi status pregresso e futuro possibile, alimentano il fluire, in parte sorgivo e in gran parte studiato, che accoglie un linguaggio spedito e senza remore.

In conclusione, altri artisti che si copiano in una forma di selfie perenne non virtuale, ma auto-celebrativo, sono da scartare di fronte alla dimensione del brivido del respiro intellettuale di Salvatore Pepe, di forte significazione e impatto, che governa un gioco “sottile” di segni e campiture, che svela la concretezza di concetti in un arco comunicativo, che manifesta pulsazioni critiche.

Maurizio Vitiello

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Ultimo aggiornamento: 28/05/2022, 09:35