L’arte astratto-geometrica di Enzo Tardia: intervista testuale al bravo artista siciliano (articolo + foto)

27 Marzo 2021 Redazione A&S 1766

Nella foto il maestro Enzo Tardia.

L’artista Enzo Tardia nasce a Trapani, nel 1960, e giunge alla sua maturazione artistica attraverso intensi e frequenti scambi artistici e culturali con maestri del calibro di Lino Tardia (suo amico e cugino), Turi Sottile, Ugo Attardi, unitamente a quelle con i critici Franco Grasso, Renzo Bertoni, Dario Micacchi, Giorgio Celli, Tommaso Romano, Tanino Bonifacio. Fondamentale anche il contributo dell’intellettuale, poeta, acuto critico e uomo di scienza, Aldo Gerbino, che dal Novanta ad oggi lo segue nella sua attività; la sua amicizia e i ricorrenti incontri sono un indiscusso stimolo alla sua crescita di uomo e di artista. Dal 1978 ad oggi ha tenuto numerose personali e collettive in diverse città italiane fra cui: Trapani, Palermo, Erice, Gibellina, Catania, Capo d’Orlando, Messina, Padova, Napoli, Spoleto, Salerno, Ferrara, Giulianova, Forlì, Reggio Emilia, Roma, Venezia, Bologna, Velletri, Vercelli.


INTERVISTA AD ENZO TARDIA
a cura del sociologo e critico Maurizio Vitiello


Può segnalare il Suo percorso di studi?

Ho conseguito il diploma di Maturità Scientifica, perché negli anni’70-‘80 nella mia città non c’era nessun Istituto superiore a indirizzo artistico.

Può raccontare i desideri iniziali che nutriva?

Sin da piccolo ero molto portato al disegno e subivo il fascino della pittura, tanto che, all’età di 8/9 anni, trovandomi a Roma con la mia famiglia alla visita dei negozi di giocattoli preferivo farmi portare in via Margutta, dove al civico 48 aveva lo studio mio cugino il maestro Lino Tardia, studio che era appartenuto prima al grande Renato Guttuso.

Quando è iniziata la voglia di “produrre arte”?

Da ragazzo ero attratto dalle bellezze naturali della mia Trapani, dei suoi mari (Mediterraneo e Tirreno) dai suoi limpidi cieli, da quei romantici fascinosi tramonti che mi offriva. A diciotto anni la mia prima personale, nata dalla grande voglia che avevo di confrontarmi, che fu presentata dal poeta Lucio Zinna.

Quali piste di maestri ha seguito?

I miei primi riferimenti furono gli insegnanti di educazione artistica e i pittori locali con cui dialogavo, poi il mio riferimento più importante fu il maestro Lino Tardia. Crescendo i miei contatti con lui e Roma divennero sempre più frequenti e sempre più profondi, affrontando e discutendo i vari aspetti del fare arte.

Mi può indicare gli artisti bravi che ha conosciuto e con cui ha operato, eventualmente “a due mani”?

Lo studio di Lino era allora un polo di attrazione dei maggiori personaggi dell’epoca, grazie a lui conobbi molti artisti, da Giuseppe Migneco a Piero Guccione a Ennio Calabria, da Ugo Attardi a Franco Mulas, da Turi Sottile a La Barbera a Salvatore Provino, da Pippo Gambino a Lillo Messina a Vincenzo Sciamè, da Claudio Abate ad Andrea Attardi, da Piero Mascetti a Francesca Leone, ed altri ancora, molti dei quali sono poi diventati cari amici con i quali ho avuto modo ed ho ancora oggi modo di confrontarmi dialetticamente.

Quali sono le personali da ricordare e i temi trattati, di volta in volta?

Ho iniziato a esporre nel 1978 con diverse personali e collettive tenute in Sicilia (1980 Galleria Scirocco di Trapani; 1981 Galleria Giacalone Virzi di Marsala; 1983 Museo Cordici di Erice). In queste mostre dal titolo “Un volo sul Mediterraneo” la mia attenzione era concentrata sul paesaggio, sulla bellezza del mare e dei cieli siciliani, ma era sempre una osservazione rivolta al fantastico: un mare pieno di sentimenti profondi dell’essere, mai un paesaggio o un mare fotografico descrittivo o puramente “figurativo”, ma certamente un mare! Poi, la voglia di confrontarmi con un pubblico diverso lontano da dove vivevo, mi ha portato ad esporre: nel 1989 alla Galleria d’Arte La Cupola di Padova; 1991 alla storica Galleria d’Arte “Il Traghetto” di Venezia con testi in catalogo di Renzo Bertoni e Dario Micacchi. Dal 1993 al 1997 ho partecipato a diverse Arte Fiera da quella di Bologna a quella di Padova, Reggio Emilia, Piombino, Forlì, Bari. Nel 1999 torno in Sicilia con una importante personale, “Quei nastri chiari d’orizzonte”, tenuta a Palazzo Chiaramonte Steri a Palermo, curata da Aldo Gerbino con Ugo Attardi straordinario patrocinatore critico. Sempre nel 1999 una importante collettiva sulla pittura siciliana, “L’Isola Dipinta – 1948/1999” al Museo del Risorgimento Palazzo del Vittoriano di Roma. Nel 2000 “Dune e Lune” a Porta Napoletana, Velletri; 2004 al Museo delle Generazioni Italiane del ‘900 G. Bargellini, Pieve di Cento, Bologna; 2005 alla Galleria d’Arte Melotti di Ferrara. In questi anni avviene una netta trasformazione nella mia ricerca; infatti, stanco di fare e rifare ciò che sapevo di saper fare, ho voluto distruggere tutto ciò che avevo costruito, ho studiato e riletto tutto ciò che era avvenuto nell’arte contemporanea del ‘900, con un passaggio, che molti critici che hanno seguito il mio lavoro definiscono “epocale”. Se prima guardavo la natura per dipingere ciò che vedevo poi guardavo la natura per dipingere ciò che sentivo, muovendomi nell’ambito di una ricerca astratto-geometrica e programmata, che provo a sviscerare ancora oggi. Quindi le personali: nel 2010 alla Fondazione Ca La Ghironda di Bologna con testo in catalogo di Giorgio Celli e Vittorio Spampinato; nel 2013 alla Galleria della Tartaruga di Roma con testo in catalogo di Andrea Romolo Barberini; nel 2014 alla casa d’aste Meeting Art di Vercelli; nel 2015 alla Galleria Manni Art Gallery, Lido di Venezia; nel 2016 alla Galleria “Elle Arte” di Palermo con testo in catalogo di Domenico Scardino; nel 2017 allo Studio Onofri 57 della Repubblica di San Marino; nel 2017 alla Catania Art Gallery di Catania con testo in catalogo di Aldo Gerbino. Nel 2019 al Museo Pepoli di Trapani la presentazione della monografia “Elogio della Simmetria. - L’arco creativo di Enzo Tardia. Opere 1988-2019”, a cura di Aldo Gerbino con testi di Tommaso Romano e Tanino Bonifacio.

Ora, può specificare, segnalare e motivare la gestazione e l’esito delle esposizioni, tra collettive e rassegne importanti, a cui ha partecipato?

L’intenza e seria attività espositiva mi ha permesso di entrare in contatto con diverse persone che in caso contrario non avrei certamente conosciuto.

Pensa di avere una visibilità congrua o soddisfacente?

Mi ritengo soddisfatto della visibilità che hanno le mie opere, alcune sono esposte in Collezioni Museali: Museo delle Generazioni Italiani del ‘900 G. Bargellini di Pieve di Cento, Bologna; Museum Osservatorio dell’arte contemporanea in Sicilia, Bagheria; Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao di Gibellina; altre in prestigiose gallerie d’arte. Negli anni sono riuscito a far parte di un circuito di collezionismo privato grazie anche alla circolazione di mie diverse opere trattate in case d’aste.

Quanti “addetti ai lavori” la seguono?

Dopo tanti anni di attività, sono diverse le personalità di cui mi sono guadagnato la stima e l’attenzione (dai critici ai galleristi a privati collezionisti).

Quanto è difficile oggi districarsi tra le “mistificazioni” e le “provocazioni” nell’arte contemporanea?

La confusione nel nostro settore è tanta e le persone che sanno districarsi tra le mistificazioni e le provocazioni sono certamente meno o meglio hanno sempre meno voce decisionale e stanno sempre più lontani dalle stanze dei bottoni, dove poi tutto si decide.

I “social” L’appoggiano, ne fa uso quotidiano o settimanale?

Uso Facebook settimanalmente per mostrare alcune opere e per promuovere e pubblicizzare le diverse iniziative a cui prendo parte.

Prossime mosse, a Milano, Roma, Londra, Parigi?

Tanti progetti che si sono arenati per il COVID. Il 17 Marzo 2021 riparto con l’invito di Francesco Gallo Mazzeo alla rassegna Signum (Opera Unica) alla Bibliothè Contemporary Art Gallery, Roma. Ad ottobre 2021 ci sarà una mia personale al Museo d’Arte Moderna e Contemporanea della Sicilia di Palazzo Riso di Palermo a seguire al Museo d’Arte Contemporanea “Ludovico Corrao” di Gibellina.

Che futuro prevede nel post-COVID?

Mi auguro che tutto possa tornare nella normalità, diversi eventi mi vedranno impegnato, tra l’Umbria e il Veneto, insieme a importanti artisti e critici d’arte, proprio conosciuti nell’era COVID, uniti da una comune ricerca sugli aspetti dell’arte astratto-geometrica e programmata, da cui è nato il gruppo “CONVID 13”. Come vede la voglia di riprendere è molta, nella consapevolezza che tanto c’è da fare, sapendo di poco sapere!

Maurizio Vitiello

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