«Ho tanti padri, se li metti tutti in un frullatore esce un Francomà!» Intervista al bravo artista calabrese (articolo + foto)

15 Febbraio 2021 Redazione A&S 2180

Nella foto, il pittore calabrese Francomà nel suo studio.

La rivista Arte & Società è lieta di proporvi una intervista inedita all'originalissimo maestro calabrese Francomà, condotta dal nostro sociologo e critico d'arte Maurizio Vitiello.

Intervista a Francomà

Puoi segnalare il tuo percorso di studi?

Ho conseguito solo un diploma di scuola superiore come Geometra nell'impossibilità di poter frequentare un Liceo Artistico e poi una Accademia di Belle Arti. Ma nei primi anni Sessanta, in Calabria, non c'erano Licei Artistici né Accademie, i più vicini erano a Napoli. Non c'erano possibilità... solo sogni... ma, per oltre 60 anni ho sempre letto e studiato testi specifici d'arte e saggi di letteratura, filosofia, semiotica, linguistica, antropologia, etologia, narrativa di alto livello, riviste d'arte e visitato Musei e mostre. Ho soltanto posdatato la presentazione delle mie tesi ai docenti presenti nei miei pensieri e nelle mie idee.

Puoi raccontare i desideri iniziali e i sentieri che avevi intenzione di seguire? Quando è iniziata la voglia di “produrre arte”?

Ho sempre prediletto la disciplina pittorica. Negli anni Settanta ho lavorato su alcune ricerche sull'arte concettuale, segnica, semiotica dell'arte, utilizzando vari materiali e supporti, cosa che ho abbandonato nel momento in cui Achille Bonito Oliva teorizzava la "Transavanguardia", che mi dava il pretesto per affrontare un percorso pittorico, cosa a me particolarmente cara e che ho, poi, proseguito sino ai tempi recenti. Nei primi anni Ottanta, sono stato attratto dalle performance e ne ho eseguite e curate alcune che hanno interessato registi e produttori della RAI, che, in tale periodo mi ha dedicato un programma (di oltre 45 minuti) su questi lavori e, parallelamente, sui miei lavori di pittura, oltre che su altri programmi d'arte messi in onda dalla RAI in quei periodi. Mi ero accorto, per mia onestà intellettuale, che le tante strade che avevo intrapreso non mi sarebbero mai appartenute e che solo "la pittura" poteva per me rappresentare la mia "zona sicura".

Mi puoi indicare gli artisti bravi che hai conosciuto e con cui hai operato, eventualmente “a due mani”?

Ho avuto tanti meravigliosi compagni di viaggio e di mostre: Magli, Flaccavento, Lupinacci, Telarico, Zaffina, Correggia, Pangaro, Granata, Anelli, Vatrella, Pingitore, Parentela, Pepe, Pujia, Pangari Doria, Grandinetti, Granafei, Marotta, e tanti altri che ora mi sfuggono. A tre mani ho lavorato in una installazione nel Centro Storico di Cosenza con Luigi Magli e Francesco Correggia, nel 1983.

Quali sono le tue personali da ricordare?

La personale al Museo Civico di Rende nel 1997, le personali alla Galleria "Il Triangolo" a Cosenza, la personale alla Galleria Pellegrino al Palazzo Bentivoglio di Bologna, la personale a Vilnius (Lituania) nel 2018 e quella ad "Art Basel 87" in Basilea... molte rassegne importanti tra cui quella all'Accademia di Belle Arti di Napoli "Biennale del Sud", invitato da Filiberto Menna, "I postmeridionali" al Centro Di Sarro – Roma, curata da Filiberto Menna ed Enrico Crispolti, la rassegna "Mediterraneo d'arte" a cura di Crescentini, Sicoli [NdR, recentemente scomparso], Bagnato, Nicola Siciliani De Cumis, nelle sale dell'Archivio di Stato a Roma Eur e la rassegna "Pittura Futura"  alla Fortezza Medicea di Siena, a cura di Enrico Crispolt,i e tante altre, non meno importanti in giro per l'Italia.

Puoi precisare i temi e i motivi delle ultime mostre?

Ho sempre presentato lavori di fantasia, figurazioni libere, metafore, simbolismi e allegorie di vita comune, molte mie opere sono malcelatamente autobiografiche, ma sempre solo pretesti per fare della buona pittura. Opere "deboli" narrativamente, ma dense di buone esecuzioni pittoriche, e forse per questo più vicine a una improbabile percezione della "verità"... alla fine "il peccato è solo negli occhi di chi lo vuol vedere". In verità, non mi sono mai lasciato tentare dallo "spiegare" le mie opere. Sono stato sempre convinto che, quando un pittore spiega le sue opere, o non è un artista o ti sta mentendo!

Dentro c’è la tua percezione del mondo, forse, ma quanto e perché?

Artista è un modo di essere. La mia pittura è sempre stata il "mio mondo". Ho sempre chiuso il mondo, con tutti i suoi malori e le sue contraddizioni, fuori dal mio studio... e ho sempre operato nella gioiosità e immerso nei colori della mia pittura.

L’Italia è sorgiva per gli artisti dei vari segmenti? La Calabria, il Sud, la “vetrina ombelicale” milanese, cosa offrono adesso?

Non sono a conoscenza di cosa offrono... è sempre stato che la "notorietà" è legata ai rapporti che puoi instaurare con il "ghota" della critica e del mercato (beninteso che primariamente devi essere BRAVO, professionale, geniale e propositivo). Se sei BRAVO il resto è comunque sempre demandato alle conoscenze che instauri con gli addetti ai lavori, quelli "che contano". Per esempio: se, in altri tempi, Harald Szeemann si fosse spezzato una gamba vicino il mio studio e io lo avessi soccorso, curato e ospitato a casa mia, avrei potuto sperare in un percorso diverso del mio lavoro... o, se un critico che mi seguiva fosse stato nominato Commissario a La Biennale di Venezia, io sarei andato a La Biennale di Venezia... se un mercante svizzero, omologo di Bruno Bischofberger, mi avesse preso nelle sue grazie, io avrei fatto decine di mostre internazionali, recensite dai suoi redattori su Kunst Bulletin... se fossi stato milionario, avrei acquistato i favori di Flash Art e del Guggenheim e avrei potuto fissare banane alle pareti o presentare qualsiasi altra banalità sedicente artistica... se decido di andare a letto col Direttore del Kunstverein di Vattelapesken, farò mostre in questo e altri Musei collegati, sino in Giappone. Ma se resti in Calabria, dichiarando che sprovincializzandoti vuoi lavorare in sintonia con l'arte internazionale, senza spostarti dalla Calabria, provinciale sei nato e provinciale resti... quale io sono... cosa che non ha MAI condizionato il mio lavoro e il mio bisogno di produrlo.

Quali piste e insegnamenti di maestri hai seguito?

Sono nato in profumo di arte e di pittura, mio padre è stato un buon pittore e decoratore, mio fratello Luigi Magli, artista, è stato Docente della prima cattedra di Pittura all'Accademia BB.AA. di Catanzaro... come avere stimoli e dotti insegnamenti in casa... il resto è stato solo una conseguenza complementare nell'aver letto tanti saggi sulla pittura e i suoi protagonisti. Io non sono mai stato un pittore ORIGINALE. Ho tanti padri: Picasso, Matisse, de Kooning, Gastone Novelli, van Gogh, Gaughin, Lautrec, Chagall e perfino Walt Disney... se li metti tutti in un frullatore esce un Francomà! Sono soltanto un pittore senza problemi, che non si preoccupa di citare e assemblare significanti noti del lavoro degli artisti che ha sempre amato.

Pensi di avere una visibilità congrua?

A livello regionale sicuramente, come mi classifica il Bolaffi Arte n° 22, ivi segnalato da Enrico Crispolti (storico dell'arte, segnalatore) e come risulta dalle collezioni private e museali della Calabria, tenendo, comunque, conto di essere anche presente in tante collezioni fuori regione. Da anni, a questa parte, con l'avvento dei Social, la visibilità è notevolmente aumentata anche a livello nazionale.

Quanti “addetti ai lavori” ti seguono?

Ora pochi, ma, in altri tempi più eroici, hanno scritto di me e si sono interessati al mio lavoro, tantissimi critici e storici dell'arte come: Filiberto Menna, Enrico Crisoliti, Massimo Bignardi, Dario Micacchi, Anna D'Elia, Claudio Crescentini, Massimo Di Stefano, Gabriele Perretta, Luciano Caramel, Enzo Battana, Teodolinda Coltellaro, Nicola Siciliani De Cumis, Mauro Francesco Minervino, Roberto Sottile, Marcello Walter Bruno, Massimo Celani, Maria Antonietta Ricagno, Maria Rosaria Gallo, Giulia Fresca, Tonino Sicoli, Lucia Spadano, Isabella Valente.

Quali linee operative pensi di tracciare nell’immediato futuro? Ma ti sei fermato?

Purtroppo, dopo 55 anni di lavoro, le mie condizioni fisiche e i miei problemi di salute, non mi consentono di applicarmi alla pittura come un tempo... entro di rado nello studio, non eseguo più lavori di grandi dimensioni, faccio qualche piccola opera... "un po' per celia e un po' per non morire", come disse il poeta.

Pensi che sia difficile riuscire a penetrare le frontiere dell’arte? Quanti, secondo te, riescono a saper “leggere” l’arte contemporanea e a districarsi tra le “mistificazioni” e le “provocazioni”?

Discuterne credo sia un compito dei critici e degli storici dell'arte, io mi preoccupo soltanto di creare sempre qualcosa che fornisca una "emozione", al di là delle capacità o meno di giudizio tecnico da parte dei fruitori. Poi, le emozioni che si riescono a detrarre dalla visione delle opere, condizioneranno l'attenzione o meno da parte dei collezionisti pubblici o privati... i "gusti personali" e le "simpatie pittoriche" sono quelli che, in prima istanza, hanno sempre condizionato le scelte da parte degli addetti ai lavori ed il destino degli operatori visivi, in termini di notorietà.

I “social” t’appoggiano, ne fai uso?

In parallelo al mio lavoro, sin dal 1995, mi sono sempre interessato nell'operare nel campo informatico, sebbene a livello amatoriale. Cionondimeno, ho sempre fatto il grafic-computer, webmaster, fotoritocchi, fotomontaggi, creazione di grafiche per manifesti, locandine, allestimenti e cura grafica di cataloghi, per amici artisti, gallerie d'arte e per musei, creazione ed elaborazione di siti Internet, personali e di tanti amici critici, artisti e compagni di viaggio, creando tra l'altro le grafiche di molte manifestazioni e mostre di musei locali. Tra l'altro ho avuto il piacere di progettare, assemblare e curare il sito Internet del comune amico, grande Maestro Carmine Di Ruggiero, artista che mi ha onorato della sua amicizia e che ho sempre seguito e considerato come un mio maestro.

Con chi ti farebbe piacere collaborare tra critico, artista, promoter per metter su una mostra o una rassegna estesa di artisti collimanti con la tua ultima produzione?

Non mi interessa più fare mostre o partecipare a rassegne d'arte. Quello che avevo da dare, nel bene o nel male, l'ho dato (credo di aver realizzato oltre 1500 opere. Ho vissuto il mio tempo "pittorico" intensamente ed esaustivamente... nessun rimorso, nessun rimpianto. Alla fine mi sono tanto divertito senza bisogno di confondermi con il "genio e la sregolatezza" o con il "tormento e l'estasi". Non ho mai creduto nell'ispirazione o nella sofferenza dell'artista, ma solo nella "cultura" e nella strade illuminate dai grandi saggisti e letterati a me cari (Borges, Chesterton, Hawthorne, Cortazar, Saussure, Prieto, Hiemslev, Eco, Levy Strauss, Nietzsche, Calvino, ecc.) e ho sempre creduto che "artista è un modo di essere, non ciò che produce". Non ho più desideri se non vedere giovani artisti calabresi che seguo (Nicotera, Negro, Paonessa, Spina, Dammone Sessa, Cordì, Servolino, Sirelli, Calì, Grosso e Minuti), sperando che diano nuova linfa al mondo dell'arte in Calabria e nel mondo.

Perché il pubblico dovrebbe ricordarsi dei tuoi impegni?

Perché non l'ho mai angosciato con lavori di impegno nel sociale, nella politica, nella religione, nella becerìa delle cronache giornaliere o nel banalmente testimoniare derive dei popoli o tragedie, ma distribuito soltanto serenità, gioiosità, tranquillità esistenziale e piacere nel godere i miei lavori (anche solo nella loro estrema banale condizione di elementi di arredamento).

Pensi che sia giusto avvicinare i giovani e presentare l’arte in ambito scolastico, accademico, universitario e con quali metodi educativi esemplari?

Sicuramente cosa giusta, ma non saprei con quali metodi didattici se non favorire la frequentazione dei musei, e, principalmente, favorire nei giovani la possibilità di acquisire le opere d'arte (almeno dei contemporanei, anche locali) così da avvicinarli a una pratica collezionistica, invitando gli artisti a mitigare le assurde pretese economiche (tanto restano solo cifre di facciata e mai onorate) e vendere ai giovani opere a prezzo politico, che ne incoraggi l'acquisizione e la collezione.

Prossime mosse, a Londra, Parigi o Berlino?

Spero che la cosa possa interessare i miei posteri, ma io sono per il presente, che per me è già soddisfacentemente passato. Pensate che sia una risposta da "la volpe e l'uva"? In altri tempi, sicuramente sì, ma cosa fatta.

Che futuro si prevede post-COVID19?

Spero che nessuno gli fornisca il mio recapito, per precauzione ho preso a martellate il mio smartphone. Se mi vuole dovrà venire a bussare alla mia porta e risponderò che in casa non c'è nessuno!

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