Essere Musa e Scrittrice: intervista a Vojsava Caushaj (intervista + foto)

4 Gennaio 2021 Redazione A&S 1404

Nella foto, Vojsava Caushaj insieme a Giuliano Grittini e la copertina di "Oltre".

La redazione di Arte & Società è lieta di proporvi una intervista testuale inedita alla scrittrice e modella d’arte albanese Vojsava Caushaj, ex musa ispiratrice dell'artista-fotografo milanese Giuliano Grittini. Noto al pubblico per la sua elegante ricerca artistica sull'universo femminile, per oltre vent'anni Grittini è stato il fotografo ufficiale della poetessa Alda Merini, sono infatti del bravo fotografo milanese la maggior parte degli scatti che ritraggono la grande poetessa italiana, compreso il celebre nudo.

Per ben sei anni la Caushaj ha posato per l'artista-fotografo Grittini ed il suo volto è entrato a far parte delle sue "donne coraggiose", a fianco di quello di Monica Bellucci, Alda Merini, Marilyn Monroe, Nadia Toffa e Frida Kahlo, molte mostre di Grittini, infatti, hanno portato in giro opere ritraenti il volto di Vojsava Caushaj, come ad esempio la mostra "Terra di Luce. Il mondo femminile di Giuliano Grittini da Alda Merini a Caushaj Vojsava" (svoltasi a San Severino Marche - Macerata nel 2019) e l'esposizione "13 Rosas" (svoltasi a Valencia - Spagna nel 2020).

 

Ma conosciamo meglio Vojsava Caushaj attraverso questa interessante intervista che ci ha concesso gentilmente.

Oltre ad essere modella, musa e scrittrice, tu svolgi la professione di mediatrice culturale e ti occupi di Sociale nella città di Taranto. Accennaci brevemente di questa tua esperienza.

Sì esatto, svolgo e sono una mediatrice culturale e linguista da oramai più di vent'anni. Sono specializzata in materia d'immigrazione e per aver partecipato a vari progetti della Regione Puglia attenenti all'integrazione degli immigrati nelle scuole, al diritto sanitario (con attenzione alle donne, le mamme ed i bambini) e al diritto abitativo. Senza trascurare le iniziative culturali, che mi hanno visto, e mi vedono tutt'ora, in prima linea e quotidianamente con le persone immigrate per risolvere al meglio tanti problemi, burocrazie a parte. Mi sento bene quando riesco a far sorridere chi aveva perso le speranze, oppure risolvere un suo problema. Questo mi riporta indietro ai miei primi tempi e mi incoraggia a pensare che, con amore e giustizia, tutti possiamo vivere in pace.

Come è nata la tua carriera di "Brave Woman", nonché di modella e musa?

È nata dopo aver fatto un viaggio nel quale avevo immortalato i miei interventi multiculturali in bellissime fotografie e dopo aver scoperto la poesia sul dolore della Merini che mi ha colpita tantissimo. Dopo questa "scoperta", ho contattato il suo fotografo ufficiale (NdR: Giuliano Grittini) per dirgli che anch'io, come la grande poetessa, avevo realizzato una "poesia a colori". Una poesia nata dal mio dolore, trasformando la mia sofferenza in arte. Fu questa scintilla che portò l'incontro con l'artista in un viaggio "senza tempo" fotografando il mio volto, i muri di Taranto vecchia (centro storico), creando dei bellissimi quadri 'street art' dal titolo "Taranto con gli occhi di una straniera". Oltre ad Alda, che per giunta ha vissuto a Taranto, questo viaggio mi ha fatto conoscere ed approfondire altre 'donne coraggiose' dall'anima di luce, quali: Frida Khalo, Nahui Olin, Dora Maar (la musa di Picasso), Sabina Spielrein (la psichiatra ebrea amore di Jung), Mercedes Sousa con il suo brano-simbolo "Todo cambia". In questo viaggio, ho sempre cercato di essere me stessa e libera di andare "oltre" alle ispiratrici che di solito la massa insegue un po' come "santuari", ovviamente lo dico scherzando. Dobbiamo ispirarci al più vero ed armonioso possibile fin ad avere il coraggio di sentirci libere e dire "tutte possiamo essere leggende".

Quando è nato il bisogno di mettere su carta la tua vita così ricca di umanità e passione?

È nato almeno otto anni fa, in un periodo nel quale mi sentivo abbastanza forte e che ce l'avevo fatta ad integrarmi e portare avanti la mia missione: facilitare l'integrazione degli l'immigrati in Italia, come convivenza di diversità e arricchimento. Dopo un po' di anni, nel 2019, come la tela di Penelope, ho scritto il mio libro, Oltre, pubblicato poi nel 2020 dalla casa editrice Placebook con il sottotitolo "La favola di una mosca bianca".

Il coraggio è donna?

Sì, secondo me il coraggio è Donna, ma donna vera, pura e semplice, ma soprattutto libera ed alleata di altre donne come della Vita stessa.

Una domanda un po' personale: ti manca la tua terra di origine?

Mi mancano i profumi, i ricordi e quello che sento ogni volta che torno in Albania. L'ho sentito ancora durante il lockdown, tra il Marzo e l'Aprile scorso, mentre traducevo un libro in lingua madre: mi ha emozionato parecchio! Invece, nel quotidiano, mi manca qualsiasi posto o cosa che mi dà emozioni. Come dico spesso, il mare di fronte casa mia, sul lungomare tarantino, mi porta in Messico, nei salotti di Frida e delle altre amiche "oltre".

Cosa ne pensi dell'Italia? È stata dura integrarsi qui?

Diciamo che mi ha aiutato la lingua, che già conoscevo, ed il coraggio di realizzarmi e fare qualcosa che mi appassiona ma, in linea generale manca una vera e propria guida e mezzi adeguati all'integrazione. Tra burocrazia e differenze linguistiche-culturali, le difficoltà all'integrazione di un immigrato sono accentuate in questo momento. Il mio contributo, così come quello di tante altre persone sensibili, sta nello "stravolgere" le regole e portare a soluzioni più vicini possibili.

Come ti sei sentita a stare tra la Merini, Frida e le altre?

Beh, mi affascinavo ed emozionavo come una bambina felice quando studiavo e divoravo le loro storie, quindi quando mi sono vista immortalata in quei bellissimi quadri, quasi per magia, la mia diversità/disabilità scompariva (NdR: all'eta' di due anni ha avuto la poliomelite) e si trasformava in bellezza pura. Ricordo che un'amica sensibile, durante la mostra 'Brave Woman' nel quale c'era anche il mio ritratto esposto tra altre grandi donne, mi disse: "Guarda Sava', tu tra di loro hai qualcosa in più. Hai lasciato la tua amata terra per essere oggi qui con noi." Sento come una missione quella di parlare alle donne di oggi degli esempi di ieri, per incoraggiare a raccontare al meglio la Donna di oggi e quella di domani.

Domanda aperta: dimmi quello che vuoi

Come scrivo anche nel mio libro, c'è una parola magica: depende. Questa parola fa la grande differenza quando si dice "tanti arrivano". Bisogna chiedersi, come arrivano? Oggi si guarda la forma, una bella forma, ma raramente la gente osserva i dettagli. Cosa c'è dietro ad una bel "risultato" ottenuto o anche ad un'opera d'arte stessa? Essere veri e liberi fino in fondo, credo che possa creare inevitabilmente della Meraviglia!!! Non so se ho sbagliato, ma non sono stati gli ostacoli o il dolore che ho provato sin da piccola ad impedirmi di condure una Vita semplicemente "vivendola fino in fondo".

Ivan Guidone

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