Intervista alla pittrice circassa Aida Tlish

1 Settembre 2022 Ivan Guidone 12

NELLA FOTO: INTERVISTA ALLA PITTRICE CIRCASSA AIDA TLISH.

Nata a Majkop, capitale dell’Adighezia (Russia) nel 1973, l’artista Aida Tlish vive ed opera a livello artistico a Genova, città nella quale si è trasferita nel 2016, realizzando così il suo sogno di vivere in Italia. La sua indole artistica "propulsiva", che guarda spesso e amorevolmente ad antiche figure asiatiche, gli permette di essere presente nel grande panorama dell’arte contemporanea. Abbiamo avuto già modo di parlare della brava Aida Tlish in un precedente articolo, ma andiamo a conoscerla meglio attraverso questa interessante intervista testuale.


INTERVISTA AD AIDA TLISH
a cura di Ivan Guidone / Sociologo e Giornalista


Aida, quando hai iniziato a fare Pittura?

Allora, ho iniziato a dipingere da piccola, dalle elementari, come un po’ tutti.

Quali sono i tuoi artisti preferiti? E quali sono quelli che hanno ispirato la tua carriera artistica?

Una volta erano Van Gogh, Monet, Degas, ma poi dopo ho scoperto la bellezza e l’intelligenza dell’astratto. È proprio un vero linguaggio, come una lingua straniera ed è un dono capirlo e saperlo interpretare. Ora i miei pittori preferiti sono Gerhard Richter e Giorgio Moiso. Quest'ultimo, poco prima di mancare, è riuscito ad insegnarmi ciò che sapeva ed amava di più. Ammiro tanto anche l’arte di Santiago Parra, Conrad Jon Godly, Henrik Uldalen.

Tu sei originaria dell’Adighezia, una repubblica della Federazione Russa: ti manca la tua terra

Vivo a Genova da più di cinque anni, ed è proprio per non sentire tale mancanza che ho scelto la Liguria per trovare nuovi stimoli per la mia pittura, lasciandomi ispirare tutti i giorni dal mare e dalle montagne.

Come vedi l’attuale scena dell’arte contemporanea?

Io non sono un critico d’arte per giudicare i lavori degli altri, ma dico che l’arte contemporanea è un ambito molto ampio e diversificato, tante volte difficile da capire ma spesso dipende solo dall’intelligenza della persona che lo guarda.

Quale è la mostra che ricordi con maggior affetto?

Forse la mia prima esposizione, ricordo che avevo solo dodici anni.

Che cosa è cambiato in te e nella tua pittura dagli esordi fino ad oggi?

Sono passata dai paesaggi impressionistici all’astratto, e dopo queste fasi ho creato un mio stile personale: un astratto-figurativo che ho chiamato “Aidismo”.

Che cosa rappresenta per te la Pittura?

Qual è lo scopo della nostra vita? Abbiamo tutta la vita davanti per scoprirlo! Io l’ho trovato: per me è realizzarsi attraverso l’Arte. Come un poeta che quando scrive una poesia vuole significare qualcosa, io quando voglio dire qualcosa dipingo. A volte mi sembra di scrivere una poesia, a volte creare un profumo, a volte scrivere una melodia, perché ho bisogno di comunicare, non riesco a dire a parole tutto ciò che vorrei dire. Per me dipingere è come respirare. Trovate il vostro scopo della vita, respirate!

Hai suscitato molti apprezzamenti da parte della Critica: come ti vedi fra dieci anni?

Serena, tranquilla e che continuo a fare quello che faccio adesso. Perché deve per forza cambiare qualcosa se adesso sono felice e contenta di aver scoperto il mio linguaggio? Ovvero il mio personalissimo modo di comunicare con il mondo, la mia arte.

Usi molto i social-network? Sono utili per un artista?

Direi proprio di sì! Tutto sommato anche voi mi avete scoperto attraverso i social!

Che consigli daresti ad un giovane che vuole intraprendere un percorso artistico?

Avere il coraggio, non ascoltare nessuno, andare avanti, scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo, migliorare sé stessi, perché quello che trasmettiamo attraverso l’arte è ciò che abbiamo dentro – è più siamo ricchi culturalmente – più interessante ciò che possiamo farvi vedere attraverso l’Arte!

Ivan Guidone