Le primigenie esplosioni cromatiche del maestro Nino Perrone

11 Gennaio 2021 Redazione A&S 1635

NELLA FOTO: IL MAESTRO NINO PERRONE MENTRE LAVORA NEL SUO STUDIO.

Per il maestro Nino Perrone, la Natura – ed in special modo quella floreale – è assurta a modello assoluto di Bellezza, nelle sue incalcolabili combinazioni di colori, che fungono da potente impulso creativo al fine di risvegliare la fantasia sia dell'artista e sia dello spettatore.

Il richiamo stilistico al Puntinismo e al Divisionismo è immediato, ma è solo l'inizio: è la scintilla primigenia per lo sviluppo di una cifra stilistica propria, che dalla bellezza terrena si proietta verso l'alto, verso realtà cosmiche a noi ancora sconosciute.

In questo contesto, il colore rappresenta una forma di vita propria. Dunque, la pittura di Nino Perrone ci esorta ad elevarci, ad alzare la testa verso il cielo buio, ed ammirare i suoi spettacolari pirotecnicismi floreali.

La tela, per il maestro Perrone, diventa così camera oscura – frequente è infatti il ricorso al fondale nero pece – sul quale far spiccare piccole e brevi pennellate dai colori intensi e vividi, accostate con frenetica energia, a mo' di primigenie esplosioni cromatiche.

Per Nino Perrone, la tela diventa spazio sperimentale ideale per catturare, e rendere dunque vivibili a noi comuni spettatori, le incalcolabili combinazioni di colori che, vibrando l'uno accanto all'altro, assumono vita propria, suggerendoci nuovi orizzonti visivi.

Partendo dai colori della realtà visibile, dunque, Perrone è riuscito a rappresentare quel processo creativo invisibile a tutti noi che risiede nell'Iperuranio, in quel platonico mondo delle idee dove tutto ebbe inizio.

Ivan Guidone

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Ultimo aggiornamento: 12/01/2021, 06:09