Le provocazioni fotografiche di Helmut Newton

21 Dicembre 2021 Redazione A&S 2243

NELLA FOTO: HELMUT NEWTON ACCANTO ALLA COPERTINA DEL SUO LIBRO FOTOGRAFICO BIG NUDES.

Helmut Neustädter (in seguito inglesizzato in Newton) nasce a Berlino nel 1920 da famiglia ebrea, e si interessa sin da piccolo alla fotografia, tanto che già all'età di dodici anni acquista con i suoi risparmi la sua prima macchina fotografica.

Nel 1936, all'età di sedici anni, Newton già collabora con la fotografa di moda Elsie Neulander Simon, molto famosa durante la Repubblica di Weimar, ma a causa delle leggi razziali è costretto a lasciare la Germania e rifugiarsi a Singapore dove lavora in qualità di fotografo per il quotidiano Straits Times. Successivamente viene internato e, finita la guerra, lavora come fotografo di moda freelance e collabora per riviste quali Playboy. Nel 1961 si stabilisce a Parigi ed i suoi scatti appaiono su importanti riviste di moda. Ma la grande notorietà la raggiunse alla fine degli anni Sessanta, quando Newton introduce nella Fotografia di Moda elementi di sadomasochismo, voyeurismo e lesbismo. Le donne cominciarono ad essere riprese in pose estremamente sensuali, in ambientazioni inequivocabili di vita privata, con la carica erotica che precede o la soddisfazione che segue un amplesso.

Helmut Newton era consapevole di essere un elemento disturbante per l'ambiente che rappresentava la sua committenza e da cui, in qualche modo, dipendeva. Questo contribuì volutamente o meno a farne un personaggio, tanto che spesso si divertiva ad affermare che: Bisogna essere sempre all’altezza della propria cattiva reputazione.

È con l'uscita del suo primo libro fotografico nel 1974, dal provocatorio titolo White Women, che Helmut raggiunge la notorietà tra il grande pubblico, una notorietà che camminò di pari passo ad accuse di razzismo e degradazione della donna: le sue provocazioni erano state finalmente raccolte! Segue nel 1978, il suo secondo libro fotografico dal titolo Sleepless Nights. Ma è solo con Big Nudes del 1981 che Helmut Newton raggiunge la vetta del successo con il suo stile erotico-urbano sostenuto da una eccellente tecnica fotografica.

Crea inoltre molti ritratti e altri studi fotografici e incomincia a lavorare per Chanel, Gianni Versace, Blumarine, Yves Saint Laurent, Louis Vuitton, Borbonese e Dolce & Gabbana. Tre anni dopo Big Nudes, Newton realizza, insieme a Peter Max, il video del gruppo rock americano Missing Persons dal titolo Surrender your Heart.

Helmut Newton ha sempre avuto una predilezione per le modelle alte, muscolose, atletiche, le cosiddette "donnone americane", che erano il meglio a cui lui potesse ambire per le sue fotografie. Man mano, quelle accuse iniziali di “degradare le donne” - cosa che in qualche modo l'autore sublimava con l'erotismo dei suoi scatti - sono oggi molto ridimensionate, e si apprezza invece l'eleganza di scatti fotografici bizzarri e, a tratti, volutamente kitsch.

La sua eccezionale capacità di muoversi nelle zone di confine fra porno ed erotismo, rapportato ai tempi, e in ogni altra zona grigia, ha sempre stimolato l'osservatore, rendendo immancabilmente efficaci le sue immagini. Ogni scatto era perfetto, anche con le luci artificiali, sebbene "odiasse" gli spazi confinati di studi ben attrezzati e prediligesse location esterne, spesso usando i Metz 60, workhorse di tantissimi suoi lavori spesso registrati con Hasselblad 500.

Ma oltre al suo interesse fotografico verso il mondo dell'erotismo e della moda, Helmut Newton è stato anche un eccezionale ritrattista, immortalando grandi personaggi quali Andy Warhol, Ava Gardner, Charlotte Rampling, Catherine Deneuve, Romy Schneider, Raquel Welch, Sigourney Weaver, Margaret Thatcher, Helmut Kohl, Jean-Marie Le Pen e molti altri.

Nel 2004, ormai ottantaquattrenne, Helmut Newton perde la vita in un incidente automobilistico negli Stati Uniti e le sue spoglie sepolte nel cimitero di Friedenau a Berlino. In eredità ci lascia il suo elegante erotismo patinato, tanto che le sue opere sono tuttora presenti nelle più grandi collezione fotografiche di tutto il mondo.

Mario Biglietto

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Ultimo aggiornamento: 21/12/2021, 11:28