L'ultima "Eclissi" di Gianni De Tora: un ricordo inedito del prof. Maurizio Vitiello

2 Luglio 2020 Ivan Guidone 1434

Il maestro Gianni De Tora con una delle sue ultime opere, "Eclissi" del 2006.

Il Prof. Maurizio Vitiello – sociologo e critico d'arte molto attivo tra le pagine di Arte & Società – ci invia un ricordo inedito del validissimo artista Gianni De Tora, qui ritratto in una foto con accanto una delle sue ultime creazioni dal titolo “Eclissi” realizzata 2006 con colori acrilici su assemblaggio in legno, misurante ventitré centimetri di altezza per ventitré centimetri di larghezza.

Ricordando Gianni De Tora (1941 - 2007)

Nasce nel 1941 e completa gli studi artistici sempre più interessato a superare la pittura accademica per operare in direzione di un rinnovamento del linguaggio. Negli anni Sessanta, dopo un’investigazione della materia-colore-luce, con opere nelle quali si evidenziano memorie della solenne architettura spaziale morandiana, realizza opere informali dove il gesto scava il segno sulla superficie incidendo tracce mentali. Nel 1970 espone alla Galleria d’Arte di “San Carlo” di Napoli (testo in catalogo di A. Del Guercio) una nuova produzione di aspra matericità informale di evidente matrice espressionista. Nel ‘73 con la Galleria "Numero" di Fiamma Vigo espone in mostre personali e Fiere d'arte di Roma, Bologna, Düsseldorf e Basilea.

Nel ‘75 indaga le strutture riflesse che espone alla X Quadriennale di Roma e a importanti rassegne quale Napoli Situazione ’75 a cura di E. Crispolti; analizza le sequenze e studia l’economia delle forme visive primarie deputando la figura geometrica a campo totale di indagine. In questi anni è tra i fondatori del Gruppo “Geometria e Ricercacon Barisani, Di Ruggiero, G. Tatafiore, Riccini, Testa e Trapani prendendo parte a un intenso programma di mostre e dibattiti in varie città italiane e straniere, nonché alla realizzazione del volume curato da L. P. Finizio “L’immaginario geometrico. Dal ‘79 all’ ‘81 studia le relazioni tra opera e ambiente, che espone al Museo del Sannio Benevento, alla Kunsthalle di Vienna, alla XVI Biennale di San Paolo in Brasile, alla Biennale di Milano, alla Biennale Internazionale di Valparaiso (Cile), alla XXXVIII Biennale di Venezia, al Musée de Maubege (Francia), all'Art Museum of Rauma (Finlandia).

Nel 1981 viene pubblicata una sua monografia “Gianni De Tora dell’immagine esatta” a cura di B. D’Amore, presentata in anteprima da Maurizio Vitiello nel programma tv “Dimensione Arte”. Avverte la necessità di riconsiderare le varie esperienze tecniche e linguistiche realizzate in 20 anni di ricerca per cui l’interesse per le tendenze riduttive vengono a confrontarsi con momenti di ricerca più dialettica in cui convivono l’elementare e il complesso. Questa nuova fase operativa confluisce in varie mostre tra cui le collettive di Plexus a Napoli, a cura di L. P. Finizio, col contributo di Maurizio Vitiello, al Museo Galeno in Spagna. Proficui sono gli anni ’84 e ‘85 per le numerose personali tra cui quella agli Antichi Arsenali della Repubblica di Amalfi a cura di P. Restany che è presente in catalogo con una “Ode a De Tora; alle Logge del Vasari, Arezzo; presso The Italian Cultural Centre, Vancouver-Canada (1987).

Nel 1991 espone al Musée Municipal de Saint-Paul de Vence-Francia e nel 1993 alla Galleria Civica di Arte moderna (attualmente Museo M.A.G.A.), a Gallarate organizza una sua antologica con testo in catalogo di M. D’Ambrosio. Importante è anche la personale alla Galerie Lauter, Mannheim, Germania (1994). Nel 1999 è presente all’Istituto Italiano di Cultura di Munchen (Germania) con la personale Nuntius 2000” e alla Galleria Avida Dollars di Milano con la personale “L’occhio strabico”, con testo in catalogo di G. Dorfles, che scrive: Il colore si intensifica per l’uso di strutture metalliche, di acciaio, di legno, che, in certo senso, conferiscono all’opera quella assolutezza formale che la rende quasi 'architettonica' . 

Nel 2004 al Museo Civico Castelnuovo – Maschio Angioino a Napoli si inaugura l’importante antologica dal titolo The World of Signs con testi in catalogo di R. Notte, M. Costa, G. de Martino e curata da V. Corbi. A dispetto delle convinzioni inculcate da una superficiale letteratura, che ha sempre etichettato l'artista come individualista ed egocentrico, con convinzione ha sempre cercato il confronto e il lavoro di gruppo, per cui oltre al citato sodalizio di 'Geometria e Ricerca' ricordiamo che tra il 1997 ed il 2002 ha preso parte a tutte quelle iniziative che potessero stimolare il dialogo, come le esperienze legate a momenti espositivi di Gruppo come 'Generazioni' , 'Mutandis' e 'Sole Urbano' che rientrano in quella pratica del fare arte che si confronta con l'ambiente, con l'uomo, la cultura e anche la storia.

Dopo la morte avvenuta nel 2007, le sue opere sono presenti alla 52° Biennale di Venezia (2007) con il Milan Art Center nella mostra “Camera 312 - promemoria per Pierre” dedicata a P. Restany, nel 2008 alla galleria MA - Movimento Aperto (Napoli) in esposizione le opere dedicate all’America (da lui visitata nel 2006) che dà il titolo alla mostra curata da D. Giugliano. Attualmente il Museo del Novecento a Castel Sant’Elmo a Napoli ospita in permanenza una sua opera del 1975 (Sequenza del triangolo) e una sua installazione-scultura (Labirinto del 2004) è in esposizione presso l' Università Vanvitelli - Dipartimento di Lettere e Beni Culturali a Santa Maria Capua Vetere per il progetto Le Aule dell’Arte. Nel 2012, in occasione della 8° Giornata del Contemporaneo, organizzata da AMACI, lo studio di Franco Rotella di Napoli con Luciano Basagni hanno presentato un video tratto dalle elaborazioni di arte multimediale realizzate per l’artista nel 2004 prendendo spunto dall’opera del 1983 “Specchio delle mie brame …” e accompagnato dal testo critico dell’epoca redatto da E. Battarra.

Tra il 2013 e 2014 si è conclusa la concept-exibition “Territorio Indeterminato”, una antologica in quattro tappe, che ha toccato le città di Napoli (Istituto Suor Orsola Benincasa), Caserta (Reggia), Benevento (Rocca dei Rettori) e Roma (Biblioteca Angelica) con la collaborazione di numerosi critici e storici dell'arte quali G. Salvatori, E. Battarra, E. Crispolti, M. Picone Petrusa, E. Galasso e S. Taccone, nonché un contributo del Magnifico Rettore dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli prof. L. d'Alessandro; nel 2018 il Palazzo delle Arti di Capodrise (CE) realizza laretrospettiva 'Spazio, Geometrie del tempo', a cura di M. Giovinale, T. De Tora e M. Papa; nel 2019 infine il Museo Madre di Napoli ha acquisito un lavoro del Maestro (Le diagonali asimmetriche del 1979) .

Sue opere si conservano in gallerie pubbliche e private in Italia ed all’estero alle quali si sono interessati i maggiori critici italiani e stranieri. Per maggiori informazioni, potete visitare i siti ufficiali: www.giannidetora.org e www.giannidetora.it.

Maurizio Vitiello

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