Oltre le Macchinine di Alessandro Del Gaudio: intervista inedita al bravissimo artista casertano

13 Gennaio 2021 Redazione A&S 1341

Nella foto, l'artista casertano Alessandro Del Gaudio ed una delle sue opere pittoriche.

Artista casertano di grande originalità, talento ed ironia, il maestro Alessandro Del Gaudio riesce, con la sua inimitabile cifra stilistica, a proporre allo spettatore una visione giocosa della società attraverso il ricorso, quasi ossessivo, di coloratisisme automobiline. Ma attenzione: l'apparente leggerezza tematica non deve trarre in inganno lo spettatore. Le opere di Alessandro Del Gaudio celano in sé una sottile critica alla società contemporanea fatta di "corse" mirabolesche alla ricerca del chimerico "parcheggio".

Ma conosciamo meglio l'artista Alessandro Del Gaudio con questa inedita ed interessante intervista testuale condotta dal nostro critico d'arte, il sociologo Maurizio Vitiello.

Intervista ad Alessandro Del Gaudio

Puoi segnalarci il tuo percorso di studi artistico?

Sì, ho studiato all'Istituto Statale d'Arte “San Leucio” di Caserta e ho poi successivamente frequentato l'Accademia di Belle Arti di Napoli.

Avevi delle mete iniziali o dei sentieri che avevi intenzione di seguire?

No, non ho mai sentito la necessità di seguire “strade percorribili”, ma ho cercato, sempre, di seguire il mio istinto personale.

Quando è iniziata la tua voglia di “fare arte”?

Praticamente da sempre! Ricordo ancora che sin da bambino disegnavo con i carboni con cui mia madre cuoceva il pane!

Puoi indicarci gli artisti bravi che hai conosciuto e con cui hai operato “a due mani”?

Sì, l'artista Bruno Donzelli. Sono stato suo allievo.

Quali sono le mostre personali che ricordi con piacere?

Mi sono rimaste impresse quella alla Galleria "Società Belle Arti Verona", quella alla Galleria d'Arte "Haus44" di Cuxhaven, in Germania, e alla "Grande Casa della Musica" in Alicante Elda, Spagna.

Cosa ti piace di più nell'organizzare le tue mostre?

La mia attività artistica mi ha sempre consentito di crearmi delle relazioni umane ed artistiche importanti.

Puoi precisare i temi e i motivi delle ultime mostre?

I motivi ricorrenti sono, soprattutto, le macchine, i parcheggi. La macchina mi interessa molto in quanto è contenitore di umanità... e non dal punto di vista meccanico!

Forse dentro c’è la tua percezione del mondo?

Il mondo è il luogo dove noi cerchiamo di esistere, trovando la nostra collocazione, il nostro parcheggio.

L’Italia è sorgiva per gli artisti: la Campania, il Veneto (a cui tu sei particolarmente affezionato), la “vetrina ombelicale” milanese, cosa offrono adesso?

Il Sud è fuori dal baricentro culturale-industriale, speriamo solo che con il tempo si riscatti sempre più.

Quali piste di maestri hai seguito? E chi hai “amato” in particolare?

Gli artisti Pieter Bruegel e Bruno Munari.

Pensi di avere una visibilità congrua?

Facebook aiuta moltissimo, poi ci sono gli spazi abituali: le gallerie, i musei...

Quanti “addetti ai lavori” ti seguono?

Tantissimi, sono molto bravi, non si fanno scoprire!

Quali linee operative pensi di tracciare nell’immediato futuro?

Per il momento, spero di vivere ancora.

Pensi che sia difficile riuscire a penetrare le frontiere dell’Arte? Quanti, secondo te, riescono a saper “leggere” l’Arte contemporanea e a districarsi tra le “mistificazioni” e le “provocazioni”?

L'Arte non ha più un ruolo centrale, per fortuna.

Ed i social ti appoggiano? Ne fai uso?

Abbastanza.

Con chi ti farebbe piacere collaborare tra critico, artista, promoter, per metter su una mostra o una rassegna estesa di artisti collimanti con la tua ultima produzione?

Con chi crede veramente nel mio lavoro.

Tu che sei stato insegnante, pensi che sia giusto avvicinare i giovani e presentare l’Arte in ambito scolastico, accademico e universitario?

L'Arte non è altro che rispetto delle diverse esperienze culturali, è la colla delle conoscenze.

Prossime mosse?

Sai, penso proprio di tornare nella città di Giulietta, per alcuni mesi all'anno. È situata in una felicissima posizione geografica.

Ultima domanda: perché il pubblico dovrebbe ricordarsi delle tue opere?

Perché è difficile parcheggiare ed è un problema giornaliero!

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