"Parcheggio per Ciechi Ricchi", l'opera inedita dell'artista Alessandro Del Gaudio

21 Maggio 2020 redazione181

"Parcheggio per Ciechi Ricchi", l'opera inedita dell'artista Alessandro Del Gaudio

Arte & Società è lieta di proporvi in anteprima assoluta l’opera inedita dell’artista Alessandro Del Gaudio dal titolo “Parcheggio per Ciechi Ricchi”, un acrilico su tela dai vivaci colori metallici, misurante ottanta centimetri di altezza per sessanta di larghezza.

Riportiamo di seguito l'interessante scritto critico del sociologo e critico d'arte Maurizio Vitiello sull'artista Alessandro Del Gaudio:

La sua inesauribile ironia è la base di ogni sua composizione. L’ispirazione gli è stata offerta dalla realtà che ha incontrato la sua fantasia, sempre attenta, accorta e spumeggiante. Nella sua produzione, di solito, macchinette, trombe, automobiline, palazzetti, barchette, bandierine, cavallucci, chitarre... in fila o in continuo soprassalto si stendono pacifici in morbidi contesti e tutto s’indirizza a diventare un’ennesima “lux in fabula”, ma così non è.

Con segni aggraziati e distinti delinea il campo in visioni volutamente grafiche, perché si dimensionino, in un gioco di emozioni, colori sereni attivati da ritmi intriganti, intercalati da raffinate vibrazioni. I tratti convintamente leggeri, confortati da delicatissime sovrapposizioni cromatiche riescono a dimensionare composizioni e configurazioni allegre, sorridenti, ilari nel solco, smitizzante, di rifondare la nostra civiltà. La cifra stilistica, siglata dalla felice mano di Alessandro Del Gaudio, è profondamente studiata, e smaliziata, quanto basta, per distinguersi e, contemporaneamente, per riallacciarsi alle infinite possibilità estetiche di un’inesauribile “etica” della fantasia.

Alessandro Del Gaudio attua un convinto doppio passo: in parte, fabbrica sogni e illumina di atmosfere serene e, piacevolmente, ludiche uno scenario ristretto da “paese dei balocchi”, ma, riesce, d’altro canto, a concretizzare sorprendenti, e simboliche logiche critiche. E, proprio, queste logiche affioranti, acute, taglienti, paradigmatiche, per sottesa ironia, ben disposte nell’impianto delle segmentazioni grafiche e alimentate da solleticanti umori e slittanti coriandoli, profilano riflessioni. L’artista preleva temi dal reale che svolge in abili ipotesi e le arricchisce di pungenti briciole di fantasia.

Alessandro Del Gaudio riesce con tratteggi meravigliati e sollecitanti paradossi figurali lega l’esterno con tutte le periferie del mondo alle intime convinzioni dell’innocente fantastico. L’apparente disposizione ludica si può rileggere, però, in altra linea e saltano fuori l’effimero del quotidiano, le gravità odierne, le combinazioni estreme a cui stiamo andando incontro. Una rete di sottilissimi riferimenti inquadra un mondo, a prima vista, di favola, ma che, in filigrana, fa pulsare il terribile dei nostri giorni e quei riccioli cromatici e quelle linee leggere in scivolo consenziente ombreggiano, significano e raffigurano anche altro, che sereno non è.

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