Passione, determinatezza e tanto impegno per l'Arte: intervista inedita alla pittrice Emilia Della Vecchia

13 Novembre 2020 Ivan Guidone 922

Nella foto, la pittrice napoletana Emilia Della Vecchia con alcune sue opere.

La redazione di Arte & Società è lieta di proporvi una intervista testuale inedita all'artista Emilia Della Vecchia, pittrice partenopea, maestra di colori vitali ed essenziali. Oltre alla passione per l'Arte, Della Vecchia gestisce una spaziosa galleria d'arte, la ArtEmi di Caserta, uno spazio policulturale che la nostra brava artista mette a disposizione per numerose iniziative di carattere artistico e culturale. Passione, determinatezza e tanto impegno per l'Arte, sono gli elementi che spiccano da questa "rigenerante" intervista alla pittrice Emilia Della Vecchia; intervista che, credo, lasci qualcosa di bello anche in coloro che la leggeranno. Non ci che resta che augurarvi una buona lettura!

Prima di parlare del futuro della tua produzione artistica, parliamo un attimo del tuo passato: quali sono gli artisti che hanno in qualche modo influenzato la tua carriera?

In primis, Caravaggio studiato ai massimi livelli grazie all'esame universitario con il Prof. Bologna (NdR: l'artista è laureata in Conservazione dei Beni Culturali alla Federico II di Napoli). Il massimo dell'equilibrio tra luci e ombre, i miei primi dipinti ad olio li ho fatti tutti di sera con una lucina e tutti i ritratti anche odierni continuo a farli così. Poi, dietro consiglio di un critico che notò il mio ritratto della Loren durante una mostra, iniziai a provare ad uscire dai personaggi per incominciare ad astrarre. Ha contribuito il pensiero di Mark Rothko che come me esprimeva i suoi sentimenti tramite l'azione pittorica, perché sappiamo bene che il colore suscita emozioni e quindi partendo dal "mare", dal blu, ho cercato di trasportare tutta la passione che mettevo nei ritratti in rosso usando ora il blu del mare, con il suo movimento perpetuo, fino ad astrarlo completamente con giochi di luce e ombre.

La tua ricerca artistica non si è limitata solo alla tela, ma si è estesa ultimamente anche su nuovi supporti. Un esempio sono le tue "cornucòpie" che sono molto originali. Puoi parlarcene?

Avendo voglia di andare oltre, ho pensato ad altri supporti dove poter raffigurare gli stessi giochi di colore, e da buona Napoletana ho pensato al corno, vestendolo però di nuovi abiti. Il corno diventa così la base o la partenza di tutti i "voli" delle mie pennellate... Dalla tela al corno, dal corno alla tela un flusso pittorico e di energia positiva allo stesso tempo.

Ora una domanda meno tecnica: cosa pensi dell'attuale scena artistica contemporanea?

Di scenari ce ne sono tanti, ma di arte in senso storico-artistico per ora non ne vedo. L'artista deve fare, e segnare, la storia con il suo agire, il suo essere tale, a volte inconsapevolmente; i posteri poi gli assegneranno il compito di rappresentare un determinato periodo storico-artistico. Oggi ci sono tanti che si professano artisti o, ancora peggio, ci sono sponsor che li presentano come tali, ma in realtà sono mosse pubblicitarie per vendere fumo. E questo va a danno della competenza e dell'estro artistico vero e proprio che non può essere di tutti quelli che decidono di essere "artisti". Non si può deciderlo, si è artisti e basta, e solo la storia può decretarlo. Il segno che lascia un vero artista è sempre unico ed innovativo perché è testimonianza del periodo in cui è vissuto. Voglio essere ottimista e credere che questa pandemia dovuta al COVID-19 offra una possibilità a chi lo merita di poter riuscire durante questi tempi duri, ed estingua i produttori di immagini viste e riviste...

Quali sono i tuoi obiettivi per il tuo prossimo futuro?

I miei obiettivi sono quelli di sempre: continuare a studiare e sperimentare solo così potrò soddisfare la mia voglia di esprimere sempre meglio tutti i concetti astratti dei miei sentimenti, divertirmi comunicando attraverso la pittura.

Quali difficoltà che hai affrontato o stai attraversando nel corso della tua carriera artistica?

Più che carriera lo ritengo un percorso parallelo a quello che faccio: dipingo e poi magari ogni tanto mi capita di partecipare a qualche concorso, mostra, premio e magari vincerlo o avere dei riconoscimenti, ma è sempre tutto una sorpresa. Le soddisfazioni più grandi sono sempre quelle che mi danno i miei estimatori, cioè quelli che acquistano felici le mie opere. Le mostre sono un'occasione di incontri che arricchiscono il mio bagaglio artistico che mi stimolano a fare meglio. Credo di potermi sentire fortunata ad aver esposto in molti luoghi importanti, come ad esempio Parigi, dopo pochi anni dalla mia prima personale.

La tua passione per l'Arte non si è fermata solo alla Pittura: ho saputo che stai curando una galleria d'arte che dà spazio ad artisti emergenti e non. Penso che sia una cosa bellissima! Ti va di parlarcene?

Qui si apre tutto un mondo! La Galleria Artemi nasce da un desiderio di voler espandere i miei spazi operativi e poter mostrare più degnamente le cose che nascono dalle mie mani, ho studiato a lungo e avuto sempre ottimi voti all'Università sugli esami di Museologia e Museotecnica, allestimento. Perché è molto importante tutto ciò che circonda un'opera ad iniziare dalla cornice. Un allestimento, una luce errata può cambiare completamente il messaggio e in alcuni casi anche le fattezze di qualsiasi opera. Poi, strada facendo, ho avuto la possibilità di creare un luogo grande e ben curato da mettere a disposizione anche per gli altri: un luogo policulturale dove svolgere le mie lezioni di disegno e pittura, magari accompagnate da della buona musica, visto che in famiglia ho musicisti e teatranti professionisti che mi daranno possibilità di offrire spettacoli culturali di tutto rispetto.

Un punto di partenza per i ragazzi che vogliono iniziare?

Sì, un posto da poter mettere a disposizione dei ragazzi per le loro esposizioni, mostre o eventi che possano incominciare a dare fiducia a chi lo merita... e godere di tanta arte a tutto tondo... Io parto da loro perché non hanno la presunzione di essere ma tanta voglia di imparare, così come la loro maestra! Io offro loro gli input necessari, gli strumenti iniziali per esprimere ciò che hanno in mente, nel cuore, nell'anima. Ma poi li lascio liberi, così come dò loro la possibilità di usufruire di un luogo dove sentirsi tali.

Quali artisti espongono da te?

La galleria ospita, oltre ai miei stessi lavori, anche opere di artisti valenti con un curriculum di tutto rispetto, che hanno sempre operato con competenza, eseguendo lavori unici ma che allo stesso tempo, come me, hanno la gioia di poter diffondere e vendere la loro arte senza lucrare, al giusto prezzo, piuttosto che lasciar ammuffire le loro opere in soffitta, dopo magari aver speso tanto per note critiche cataloghi e cataloghi diventata cartapesta nemmeno buona per un opera materica.

C'è qualche personale o collettiva che ricordi con particolare affezione?

Con tanta gioia ricordo tutte le mie personali, dalla prima fino a quella fatta a teatro, dove le mie opere prendevano vita con scenografie e balli. Bello l'incontro con Sgarbi al Premio Sulmona, ma nel cuore mi è rimasta la mostra a Parigi, perché ogni giorno della mostra era uno scambio continuo con i francesi, con il loro interesse per la mia pittura...

Qualcuno o qualcosa nel mondo dell'Arte ti ha delusa in qualche modo?

Qui si aprirebbe un capitolo senza fine, cercherò dunque di riassumere dicendo che credevo, un po' come i bambini, che certe "cose" non appartenessero al mondo dell'Arte. Ed è così che dovrebbe essere, ma sta di fatto che in questo "mondo" non sono tutti artisti, non sono tutti storici della materia; molti poi si professano critici, curatori e spuntano in ogni dove. Tutti possiamo liberamente esprimerci con le varie arti, ma non siamo tutti artisti. Ci può stare che c'è chi utilizza la pittura per passare il tempo, per hobby... C'è chi lo fa bene, chi sa copiare, riprodurre, ma la creazione è tutt'altra cosa. C'è un giro di gente che, per vivere, illude chi ha bisogno di credersi artista o li illude che possono diventarlo magari con note critiche superbe e costosissime, con la partecipazione ad eventi dove viene detto di fare selezione ed invece la selezione non c'è. Insomma, la mia delusione è in sintesi scoprire che proprio chi dovrebbe dare onore e rispetto all'Arte la mostra nel peggior modo possibile.

Una domanda "leggera": a cosa pensi quando dipingi?

Quando dipingo principalmente penso alla libertà che ho di poterlo fare, alla facoltà – attraverso i miei "pasticci" – di poter andare oltre... Volo con i pensieri, ascolto quasi sempre musica quando dipingo.

Cosa ascolti di solito?

Ezio Bosso e Morricone quando dipingo i miei "mari"; i Police, Sting e gli U2 quando invece vado sul figurativo. Quando dipingo o sono molto felice o sono assai triste... In entrambi i casi, butto sulla tela le emozioni e incomincio la mia sfida con la luce e con le ombre.

Ultima domanda, forse un po' impertinente: come ti vedi tra dieci anni?

Tra dieci anni? Sono un po' troppi! Sicuramente "vecchia", così finalmente non mi sentirò più dire di cambiare cognome! Sicuramente con i miei figli e mio marito, che sopportano quotidianamente la mia "invasione" pittorica in tutti i nostri spazi, con i miei ragazzi in Galleria ad organizzare eventi tra musica e teatro, in viaggio un po' ovunque dove scoprire ed imparare vedere e condividere arte e cultura. Sempre sporca sui vestiti e sulle mani di tanto colore, ma con l'animo sereno di chi è riuscita a fare della sua passione un lavoro, di chi è riuscita ad imbrattare anche le cose più brutte con l'oro di tutte le sane esperienze artistiche e culturali di cui mi sono nutrita.

Ivan Guidone

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