Biografia di Antonio Salzano

2 Settembre 2021 Redazione A&S 225

NELLA FOTO: SALZANO BIO.

L’artista Antonio Salzano nasce nel 1950 a Nocera Superiore (Salerno), città dove attualmente vive e lavora. Da adolescente, l’artista si avvicina da autodidatta alla Pittura ed al Disegno.

Negli anni giovanili, l’artista produce molta pittura figurativa, eseguendo anche copie di maestri del passato, ma dopo questo periodo iniziale di studio sulla pittura classica, Salzano cambia direzione e si orienta invece verso una ricerca post-cubista fino a giungere all’astrattismo geometrico.

La pittura di Antonio Salzano fa largo uso di colori timbrici e tonali con figure geometriche che rimandano, attraverso dei sottili equilibri spaziali, ad una dimensione quasi trascendente e spirituale. La sua lunga ricerca artistica, conduce il bravo artista nocerino all’interno di un personalissimo percorso interiore nel quale si incrociano elementi di astrattismo, metafisica e fede cattolica.

La prima partecipazione ad una mostra collettiva risale al 1967 in Angri, cui seguono quelle a Caserta, Avellino, Roma. Negli anni successivi espone a diverse edizioni del “Premio Sant’Ambroeus” di Milano. Nel 1980 partecipa alla V Mostra d’Arte Sacra nel palazzo dei Papi di Viterbo in omaggio a Santa Caterina da Siena. Giunge, nel 1981, la prima importante personale alla Galleria Dehoniana di Napoli, presentata in catalogo da Maurizio Vitiello. Nello stesso anno partecipa alla rassegna “Documenti: immagini realtà, linguaggi altrui”, presso la Pinacoteca dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Nel 1985 effettua una personale a Salerno alla galleria Etruria, presentata in catalogo da Massimo Bignardi.

L’anno successivo è invitato a partecipare alla rassegna “La città ritrovata”, organizzata dal centro Arti Visive Perseo di Firenze. Nel 1988 partecipa alla rassegna di pittori campani “Tendenze ed Evoluzioni” a Cava de’ Tirreni, curato da Mario Maiorino. Nel Giugno 1989 presenta una mostra personale alla Galleria del Vicolo Quartirolo, “Arte spazio dieci”, a Bologna. Nello stesso periodo partecipa ad una mostra a Torre Annunziata, dal titolo “Omaggio ad Oplontis”. Presso l’Università di Bari partecipa alla collettiva “II Gioco delle carte - il gioco dell’arte”. Nel 1992 espone una serie di dipinti musicalisti ispirati alla musica di Gioacchino Rossini. Nel Maggio 1996 inaugura una sua mostra, con opere ispirate alla Via Crucis, nella chiesa di Santa Maria a Gradillo di Ravello, introdotto in catalogo con un testo di Geppino Siano e Mario Maiorino e un’antologia degli scritti curata da Anna Rita Esposito Ferraioli. Nello stesso anno è invitato a partecipare alla Biennale Internazionale d’Arte “Città di Locri”. Nel 2000 realizza una personale a Nocera Superiore con dipinti ispirati al Battistero Tardo-Romano antico di Nocera Superiore.

Dal 2012, con la Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea di Bari e con la collettiva sui percorsi storici dell’arte in Campania (dal 1950 al 2010), è entrato a far parte della galleria d’arte Arte Studio Gallery di Benevento. Attualmente condivide, con Mario Lanzione e Giuseppe Cotroneo, il gruppo artistico denominato Astrattismo Totale.

Con i suoi dipinti e disegni ha illustrato diversi libri come: La condizione della donna (considerazioni di un anarchico) di Alfonso Bartiromo (1979); Le più belle favole della nostra storia di Pietro Califano (1988); Verso un nuovo umanesimo di Pasquale Cuofano (1993); Illiano, un vescovo in frontiera di Pasquale Maffeo (1998).

Hanno scritto di lui numerosi critici, tra i quali: Maurizio Vitiello, Massimo Bignardi, Giorgio Agnisola, Rosario Pinto, Marco Alfano.