“Sedimenti di Memoria”, bipersonale di Alessandra D’Aniello e Fernando Pisacane alla Casina Vanvitelliana di Bacoli

2 Settembre 2022 Redazione A&S 933

NELLA FOTO: SEDIMENTI DI MEMORIA LOCANDINA.

Dal 3 al 18 Settembre 2022, presso la Casina Vanvitelliana di Bacoli (NA), è visitabile la mostra Sedimenti di Memoria di Alessandra D’Aniello e Fernando Pisacane.

La mostra è patrocinata dall'Assessorato alla Cultura del comune di Bacoli ed è curata da Gennaro Ippolito e Giovanna Donnarumma con la direzione artistica di Antonio Ciraci. Vernissage alle ore 17:30 di 3 Settembre 2022. Presenterà la mostra il Prof. Rosario Pinto. Nella stessa sede, alle 17:45, si terrà una performance introduttiva a cura di Patrizia Eger e Massimo Finelli. La mostra sarà visitabile ogni Venerdì e Sabato dalle 18:00 alle 23:00 e le Domeniche dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 18:00 alle 23:00.

Note sulla mostra a cura di Rosario Pinto

D’Aniello e Pisacane, una proposta creativa d’integrazione semantica La prospettiva fruitiva piú significativamente appagante, che si possa dispiegare quando si va ad accedere alla presa di contatto con l'azione creativa di due artisti, che si offrono in una proposta espositiva 'a quattro mani', è quella che si osserva prefiggersi di non limitarsi a considerare una banale somma di due semplici entità, intervenendo, piuttosto, a suggerire una dilatazione decisamente piú ampia della semplice addizione delle due componenti. Si pone, ovviamente, a questo punto, un problema semantico, giacché occorre definire se ci si trova di fronte ad una integrazione di linguaggi o di fronte ad una giustapposizione di formule, avendo anche conto di poter stabilire fino a qual punto l’osmosi produttiva di due artisti trova ragione in una determinazione progettuale o non, piuttosto, in un sorgivo e spontaneo accostamento delle rispettive sensibilità e delle disposizioni creative. Ci si trova di fronte, in sostanza, ad un ampliamento d'orizzonte che merita d'essere analizzato nella sua configurazione che potremmo anche definire grandangolare: 'uno' più 'uno' non rende, insomma, in questo caso, in cui l’integrazione semantica è vividamente percepibile, il risultato ‘semplicemente’ di 'due', ma un numero certamente maggiore, con evidente manifestazione di una attivazione moltiplicatrice. A noi non tocca, però, di dare mera testimonianza del piacere del godimento estetico dell'opera di Alessandra D'Aniello e di Fernando Pisacane, ma spetta il compito, piuttosto, di fornire un'esegesi che possa integrarsi ragionevolmente anche con un additamento ermeneutico, la cui lettura, intesa nietzchianamente come 'interpretazione' (e, quindi, come sostanza di 'fatto') possa valere da trait-d'union tra l'intendimento più ampio, appunto, ermeneutico e la consapevolezza 'oggettiva' propria dell'esegesi. Aiutano in ciò, evidentemente, anche le considerazioni mcLuhaniane sulla relazione tra ‘medium’ e ‘messaggio’, considerazioni che, nel caso dei nostri autori, possono essere valutate come invito ad approfondire nel loro prodotto creativo anche un’altra e non meno importante relazione: quella tra Sinn e Bedeutung. Ad una prima analisi della ricerca artistica di questi due autori si profila, a nostro giudizio, la necessità di cogliere il peso che vi assume la componente emozionale, il rilievo, in particolare, del carico soggettivo di un coinvolgimento che lascia osservare nelle opere dei due artisti la traccia umorale ed organica della sedimentazione profonda del proprio vissuto, un vissuto che va inteso ed inquadrato entro un gradiente di spiccata vocazione storico-ambientale. Diciamo subito che non vogliamo qui fare appello – come, d'altronde non è nostro costume, né per intendimento etico, né per orientamento di indirizzo metodologico – non vogliamo fare appello, dicevamo, alla cosiddetta pregnanza emotiva, che è molto spesso malintesa come sensibilità psicologica ispirativa dell'artista, ed addirittura invocata come soluzione esplicativa a buon mercato per poter tentare di fornire chiave interpretativa di intrecci contenutistico-formali di complessa articolazione e meritevoli di più puntuali giustificazioni critiche, opportunamente sorrette da convincenti e dimostrabili ragioni sia storico-artistiche che teoretiche. Il riferimento che suggeriamo a ciò che preferiamo definire come congiunture 'emozionali', piuttosto che semplicisticamente 'emotive', trova ampia giustificazione nel fatto che intenderemmo dimostrare come, nella attività creativa dei nostri due artisti, il 'fattore ambientale' (che si offre come luogo in cui si attivano relazioni emozionali significativamente importanti) possa assumere valore di catalizzatore per il compiersi della sintesi creativa. Il 'fattore ambientale', giova osservare, non può essere compreso se non come il punto di coagulo di percezioni soggettive, individuali e locali, molto spesso a-logiche ed umorali, che definiscono la perimetrazione del rapporto, appunto, emozionale, che lega un qualsiasi soggetto umano al contesto vitale che più da presso gli appartiene. A noi qui interessa, poi, sottolineare, in particolare, che l'invocazione della sfera emozionale, cui abbiamo fatto riferimento, non avviene da parte nostra in surroga di più proprie motivazioni critiche, ma come prezioso contributo che possiamo giustificare ed accogliere come ciò che costituisce – proprio nella consistenza della ineludibilità soggettiva della pregnanza a-razionale dell'emozione – l'aspetto di 'catalizzatore' ambientale capace di favorire la produzione di ciò che possiamo anche definire, nel nostro specifico, come 'sintesi estetica', che altro non è che l'effettivo offrirsi in capi d'opera oggettuali dell'attività creativa dei nostri due artisti.

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Ultimo aggiornamento: 03/09/2022, 18:29