Andy Warhol e quella banana che rese celebri i Velvet Underground

6 Agosto 2025 Redazione A&S 497

NELLA FOTO: ANDY WARHOL E QUELLA BANANA CHE RESE CELEBRI I VELVET UNDERGROUND.

Andy Warhol è stato il più importante rappresentante della Pop Art americana che più degli altri ha saputo incarnare le mille sfaccettature e contraddizioni della sua epoca.

Non solo, la sua influenza artistica è stata capace di tracciare un segno così profondo all'interno dell'intera arte contemporanea, tanto da divenire egli stesso oggetto di continue imitazioni: ancora oggi il mondo dell'arte sembra a volte perdersi in asfissianti giochi di citazioni e rimandi alla sua arte ed alla sua iconica banana (vedi Maurizio Cattelan).

Tutto iniziò con l'album di debutto dei Velvet Underground dal titolo “The Velvet Underground & Nico” pubblicato il 12 Marzo 1967 (FIG. 1): uno dei dischi più controversi della storia del Rock che segna un'alleanza mai vista prima tra l'Arte visiva e la Musica.

Partorito dal talento musicale di Lou Reed, John Cale, Sterling Morrison e Maureen Tucker, l'album “The Velvet Underground & Nico” fu accolto dal pubblico di allora con un po' di perplessità, tanto che si fermò solo al 117° posto della classifica dell'epoca, ma con il passare del tempo è divenuto un album imprescindibile, così seminale da essere depositato nel 2006 alla Library of Congress, la biblioteca nazionale degli Stati Uniti d'America, affinché le generazioni future possano apprezzarne il genio compositivo. Ma quell'album, i cui testi erano ispirati dalla dura vita delle periferie newyorkese, non era solo un album rock come gli altri: la sua iconica copertina raffigurante – per la prima volta nella storia dell'arte – una banana gialla su sfondo bianco, lo rendeva (e lo rende tuttora) una "golosa" opera d'arte.

Realizzata appositamente da Warhol per il gruppo, “The Velvet Underground & Nico” rappresenta uno dei pochi album in cui sulla copertina c'è solo il nome dell'artista che l'ha realizzata e non quello del gruppo musicale o il titolo dell'album. Ma il grande artista POP non si limitò solo a realizzare la copertina: Warhol non solo figurava come produttore discografico insieme a Tom Wilson, ma va a lui il merito di aver inserito nel gruppo la carismatica voce di Nico (pseudonimo di Christa Päffgen), modella e cantante tedesca, al fine di accrescere la popolarità del gruppo newyorkese. E Warhol ci riuscì così bene che la rivista musicale Rolling Stone lo ha nominato il tredicesimo album più influente di tutti i tempi.

Ma ritornando alla copertina di Warhol, su di essa compariva anche una piccola scritta, «Peel Slowly And See», posizionata sull'estremità superiore del frutto che invitava il lettore/ascoltatore a "sbucciare lentamente e vedere" cosa si celasse sotto l'adesivo a forma di buccia di banana: un frutto tropicale dall'insolito colore roseo, una scelta artistica che apriva ad una e più equivoche interpretazioni!

Nel corso degli anni, molti sono stati i riferimenti a quell'iconica copertina: nel 1984, con la sua opera dal titolo Banana aka Brown Spots (Portraits of Andy Warhol as a Banana), l'artista Jean-Michel Basquiat vuole omaggiare esplicitamente l'iconica banana di Warhol (FIG. 2), seguito poi nel 1987 da Keith Haring con la sua caricatura di Warhol in compagnia del summenzionato frutto tropicale (FIG. 3). Negli ultimi anni, invece, è stato Maurizio Cattelan a "riportare" la banana di Warhol sulla scena artistica con "Comedian" (FIG. 4): presentata nel 2019 alla fiera Art Basel Miami Beach, l'opera ha destato particolare scalpore per tre ragioni: 1) è stata la prima opera d'arte ad essere stata realizzata con un vero frutto fissato al muro tramite nastro adesivo grigio, una citazione ad una sua precedente opera del 1999 (dal titolo "A perfect day", omaggio ad un noto brano di Lou Reed del 1972) che consisteva in un uomo vero fissato al muro con del nastro adesivo grigio; 2) il suo prezzo (120 mila dollari per le prime due edizioni e 150 mila per la terza) è davvero esorbitante se consideriamo il non rilevante fatto che si tratta di una semplice banana acquistabile in un supermercato qualsiasi; 3) perché i vari "incidenti" avvenuti durante le esposizioni dell'opera di Cattelan sanno troppo di trovate mediatiche o, peggio ancora, di soluzioni auto-pubblicitarie fine a sé stesse, come ad esempio quella dello studente coreano che nel 2023 mangiò l'opera al Leeum Museum of Art di Seul solo perché aveva fame!

Vacuità rivestita da provocazione artistica? L'unica cosa certa è l'enorme paradosso che il grande Andy Warhol si è lasciato alle spalle: nonostante il fatto che egli avesse "abbattuto" l'aura dell'opera d'arte (di benjaminiana memoria) attraverso le sue "riproduzioni" d'autore, non si può negare il fatto che lo stesso artista possedesse un'aura ancora oggi unica e indubbiamente irriproducibile!

Ivan Guidone

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Ultimo aggiornamento: 06/08/2025, 11:08