BIBART 2026: quinta edizione della biennale internazionale d'arte contemporanea

10 Luglio 2026 Redazione A&S 368

NELLA FOTO: BIBART 2026 QUINTA EDIZIONE.

Dal 10 Luglio al 30 Agosto si terrà BIBART 2026, biennale internazionale d'arte contemporanea tra Bari e Martina Franca.

Quando Jean Dubuffet iniziò a raccogliere opere nate fuori dai circuiti ufficiali dell'arte, comprese che esisteva un territorio creativo capace di sfuggire alle convenzioni estetiche e alle gerarchie culturali. In quelle espressioni spontanee, generate spesso da individui ai margini della società, il teorico francese riconobbe una forza primaria, non addomesticata, in grado di restituire all'arte una dimensione autentica e profondamente umana. Le sue riflessioni ispirano oggi la nuova edizione di BIBART, la Biennale internazionale d'arte contemporanea diretta da Miguel Gomez, in programma dal 10 Luglio al 30 Agosto 2026 tra Bari e Martina Franca.

Il tema scelto per il 2026 è quello della speranza, un concetto che la manifestazione non interpreta come semplice suggestione poetica, ma come possibilità concreta di costruire relazioni, generare consapevolezza e favorire processi di inclusione attraverso i linguaggi dell'arte. La rassegna si sviluppa tra il Museo del Colore di Santa Teresa dei Maschi, la chiesa di San Gaetano e il Conservatorio Santa Maria della Misericordia di Martina Franca, trasformando luoghi carichi di memoria storica in spazi aperti alla sperimentazione contemporanea. Pittura, scultura, grafica, installazioni, performance, cinema, letteratura e laboratori concorrono a delineare un progetto culturale che supera i confini disciplinari per interrogare il presente e le sue fragilità.

In questo contesto assume particolare rilievo la sezione dedicata all'Art Brut, nata dalla collaborazione tra la Biennale, il progetto ArtBrut22 e le associazioni Occhi Verdi e ventidue.tv del Gruppo Phoenix, che rappresenta uno dei nuclei concettuali dell'intero percorso espositivo. L'attenzione si concentra infatti sulle potenzialità espressive di autori coinvolti in percorsi di riabilitazione psichiatrica, restituendo visibilità a linguaggi che trovano nella creazione artistica una forma di elaborazione dell'esperienza e di riconquista della propria identità. L'arte non viene osservata soltanto come risultato estetico, ma come processo capace di attivare trasformazioni individuali e collettive.

Tra le tante partecipazioni di artisti internazionali, nel tessuto composito della rassegna convivono contestualmente anche le ricerche di Angela Milella, Giancarlo Montefusco, Sarah Vetrani, Antonella Tucci e Gennaro Traversa, artisti differenti per formazione e sensibilità che contribuiscono a costruire un panorama eterogeneo, aperto al dialogo tra culture, esperienze e visioni del mondo. La dimensione internazionale della Biennale conferma così una vocazione che negli anni ha caratterizzato il progetto di Gomez, facendo di Bibart un luogo di incontro tra geografie artistiche differenti e una piattaforma di confronto sulle questioni più urgenti della contemporaneità.

Accanto alle arti visive torna inoltre il Premio Letterario Nazionale Vittorio Stagnani, giunto all'ottava edizione, che rinnova il legame della manifestazione con il mondo della scrittura e della riflessione critica. In un tempo attraversato da conflitti, tensioni sociali e nuove forme di solitudine, BIBART sembra suggerire che la speranza non coincide con l'attesa passiva di un cambiamento, ma con la capacità di immaginare nuove possibilità di relazione. In questa prospettiva l'arte recupera una funzione essenziale: non quella di offrire risposte definitive, ma di rendere visibile la complessità dell'esistenza, trasformando la fragilità in racconto e la differenza in occasione di conoscenza reciproca.

Rossella Cea

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Ultimo aggiornamento: 10/07/2026, 20:37