“Genesi 2.0”, bipersonale di Gino Baglieri e Mauro Molinari (articolo + foto)

3 Maggio 2024 Redazione A&S 368

NELLA FOTO: GENESI 20 BIPERSONALE DI GINO BAGLIERI E MAURO MOLINARI.

Dall'11 al 25 Maggio 2024 presso il Museo Provinciale Campano di Capua si svolgerà la mostra “Genesi 2.0”.

“Genesi 2.0” è il titolo della doppia esposizione personale curata da Gianpaolo Coronas, che vede esporre la ricca produzione pittorica di due artisti quali Gino Baglieri e Mauro Molinari. In questa bipersonale, i due validi artisti si affiancano ognuno con il proprio cifra stilistica differente. Il catalogo della mostra è accompagnato dai testi critici di Gianpaolo Coronas, Maurizio Vitiello e Vincenzo Pirozzi. Il Museo Provinciale Campano è sito in Via Roma 68, all'interno del quattrocentesco Palazzo Antignano di Capua (Caserta).

Le trame Bucoliche e l’inquietudine universale
(di Vincenzo Pirozzi - Storico dell’arte)

L’arte di Gino Baglieri nella prestigiosa sede del Museo Provinciale Campano di Capua, sito all’interno del quattrocentesco Palazzo Antignano, ha luogo, dall’11 al 25 maggio 2024, la mostra “Genesi 2.0”, un evento bipersonale, sequel diretto della precedente omonima mostra inaugurata il 21 Aprile e protrattasi fino al 5 Maggio scorso. Il progetto, promosso dall’Associazione Culturale “Terra Madre” e curato dal direttore artistico Gianpaolo Coronas, si propone l’obiettivo di promuovere ed esaltare le evidenze artistiche di selezionati personaggi del panorama artistico contemporaneo. A tale scopo dunque si confrontano due produzioni sofisticate: l’arte di Gino Baglieri e di Mauro Molinari. Gino Baglieri si erge come una figura eminente nel panorama dell’arte contemporanea italiana, caratterizzata da una fusione sofisticata di elementi stilistici che evocano sia l’essenza del neorealismo italiano che influenze espressive più romantiche e incentrate sull’atmosfera urbana contrapposta a quella rurale. La sua produzione artistica si colloca distintamente nel vivace panorama dell’”Artivismo”, impegnandosi in specifiche riflessioni socio-culturali senza lapalissianamente scadere nella adesione politica o nell’ideologia partitica, ma piuttosto offrendo una denuncia genuina e netta della vita quotidiana attraverso un recupero nostalgico di sentimenti autentici e nobili. La città natale di Baglieri, Lentini, nella provincia di Siracusa, emerge in quest’ottica come una fonte ispiratrice malinconica e ricca dei temi trattati nelle sue opere, sia pittoriche che letterarie, evidenziando una propensione intrinseca alla coesistenza multiculturale, ma attenta anche alla sfera artigianale nel panorama decadentista di una Sicilia rustica. Analizzare criticamente l’opera di Baglieri significa esplorare i linguaggi artistici che fungono da ponte tra i periodi storici convenzionalmente definiti come Arte Moderna e Arte Contemporanea. In questo quadro, Baglieri può essere visto come un artista decontestualizzato, con influenze che richiamano l’Ottocento europeo, trovando un legame significativo con la Scuola di Barbizon e i maestri come Constable, Millet e Corot. Nel contesto italiano, emergono suggestioni della tradizione “Macchiaiola”, specialmente nel trattamento di temi sociali affini a Telemaco Signorini, Emilio Longoni e Angelo Tommasi. Tuttavia, la pittura di Baglieri riflette anche un certo misticismo rurale che richiama il tardo Gauguin, sottolineando l’onnipresenza di una connessione georgica e bucolica nell’esperienza umana, spesso trascurata nell’ambiente urbano contemporaneo. I soggetti delle sue opere, sebbene isolati, rivelano sensibilità e vulnerabilità tratte da una profonda esplorazione della psiche umana, incarnando ritratti intrisi di tristezza umana e di ribellione, in un chiaro richiamo all’estetica di Courbet. La pittura di Baglieri, con la sua consistenza cremosa e nevroticamente guttusiana, cattura l’inquietudine sociale evocando memorie alla Hopper e richiamando le suggestioni baudelairiane. Baglieri contrappone dunque figure isolate alla visione di comunità (la “Fellowship”) proposta da John Ruskin, affrontando da decenni temi come la giustizia e l’identità, ancora profondamente attuali. Attraverso le sue opere, l’artista ci pone di fronte alle immagini di una società frenetica e violenta, che cerca maldestramente di separarsi dalla natura, ma come ci ricordano gli scritti di J. R. R. Tolkien, la natura non può lasciarsi sopraffare. Il messaggio intrinseco alla poetica, pittorica e lirica di Gino Baglieri si concentra su un ricordo potente e semplice: la Bellezza, nelle sue molteplici forme emotive, spirituali, naturali e fisiche, può modificarsi e frammentarsi, ma mai cessa di esistere, continuando a cercare di riunirsi nel corso del tempo e dello spazio. Il suo “Realismo bucolico” rappresenta un’idealizzazione che rimanda alla speranza naturale, mentre la realtà sociale viene interpretata come un momento mutevole, soggetto alla trasformazione continua e incapace di determinare il proprio dominio sullo fede naturale dell’uomo.

Le “Percezioni Metropolitane” di Mauro Molinari
(di Maurizio Vitiello - Critico d’arte)

L’Associazione Culturale “Terra Madre” propone, dall’11 al 25 Maggio 2024, con “GENESI”, nel quattrocentesco “Palazzo Antignano”, sede del Museo Provinciale Campano, dove icasticamente sono presenti le famose “Matres Matutae”, un progetto bipolare di promozione e diffusione nell’ambito della conoscenza delle arti visive contemporanee con due personali, una dedicata a Gino Baglieri e l’altra a Mauro Molinari, su cui precisiamo le peculiarità esecutive. La continua operatività di Mauro Molinari avvince e convince. Da tempo, le sue immagini sono sulla scena viva dell’arte ed emerge la qualità impressa, che determina uno stile apprezzabilissimo. Nella disposizione singolare dei personaggi inventati e costruiti “ad hoc” riesce a mutuare una costellazione di variegata umanità. Proprio i “suoi” personaggi riescono a determinare “figure metropolitane” sempre in transito, fluttuanti in un’onda di viaggio, capaci di volare nei e sui territori cittadini. Questa sua “cifra pittorica”, insomma, ormai conosciutissima, gli permette di alimentare storie, vicende, narrazioni, tra un “velo metafisico” e una corroborante dimensione ludica; potremmo, qui, parlare di un “linguaggio metafisico ludico”. Questa sua apertura linguistica fa capo ad un’analisi del contemporaneo metropolitano; i “condomini” sono un’osservazione costante sulla casa, sulla famiglia, sulla comunità. La sua arte produce successive sequenze, impegnate e concentrate su colori distinti e intensi, che condensano e definiscono, in particolare, scene urbane di quotidiana misura. Le immagini ludico-vigorose, quasi di considerazione fantastica, sono realizzazioni di impatti visivi, dalla concretezza acuta. Le persuasive disposizioni cromatiche, tutte esaltanti un “corpus” attrattivo, classificano una ricerca centrata su declinazioni figurative, che, però, serbano confidenziali impronte e delineano una versatilità concludente.

Genesi
(di Gianpaolo Coronas - Curatore)

Nell’ideazione della mostra Bipersonale “Genesi”, il titolo non ha nessun riferimento al libro biblico della genesi e quindi della nascita, creazione, origine del mondo. Bensì ho tratto spunto dalla definizione secondo cui è il graduale concretarsi di un’opera d’arte nella mente dell’artista. Un concetto che pur si rifà alla genesi biblica la quale parla di creazione e origine. In questo caso è un’esposizione che metterà due artisti a confronto, ognuno con il proprio modo di vedere il mondo, ognuno con la propria poetica ma uniti da quel sogno, da quella passione che si chiama Arte. Gino Baglieri e Mauro Molinari sono i due artisti protagonisti di quella che sarà una mostra di successo. Dopo attenta e dovuta selezione sono i candidati perfetti per esporre nel prestigioso Museo Provinciale Campano di Capua, ritenuto tra i più importanti Musei Italiani con ben tre piani di esposizione. La sezione di archeologia vanta al suo interno la più grande collezione mondiale di Mater Matuta (Antiche divinità romana, venerata come dea dell’aurora e come protettrice delle donne, specialmente delle partorienti). In questo ameno luogo gli artisti Gino Baglieri e Mauro Molinari avranno modo di porre in “dialogo” le loro opere di matrice contemporanea con le opere classiche Museali. Agli artisti e ai critici d’arte presenti in Catalogo vanno il mio plauso e i miei ringraziamenti per aver aderito al progetto e principalmente per la fiducia riposta.

Ivan Guidone

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ultimo aggiornamento: 03/05/2024, 14:14