“Geometrie spirituali”: mostra che celebra gli oltre cinquant’anni di carriera di Renzo Eusebi

3 Luglio 2026 Redazione A&S 170

NELLA FOTO: GEOMETRIE SPIRITUALI MOSTRA 50 ANNI DI CARRIERA DI RENZO EUSEBI.

Dal 6 al 17 Luglio 2026, alla Camera dei Deputati in Roma, mostra antologica dedicata al pittore e scultore italiano Renzo Eusebi.

Nella Sala del Cenacolo di Palazzo Valdina presso la Camera dei Deputati a Roma, sarà inaugurata il giorno 6 Luglio, alle ore 17:30, la mostra antologica di Renzo Eusebi dal titolo “Geometrie spirituali”. La mostra, a cura di Alberto Moioli e Luigi Salvatori, in collaborazione con l’Archivio Paolo Salvati, promossa da ICAS Intergruppo Parlamentare Cultura Arte e Sport con gli auspici della Presidenza della Commissione Cultura della Camera dei Deputati. La mostra di Renzo Eusebi sarà visitabile, con ingresso libero, dal Lunedì al Venerdì dalle ore 11:00 alle 19:30.

Sull’evento espositivo, così si esprime il Presidente della VII Commissione Cultura, scienza ed istruzione Federico Mollicone: Il titolo stesso della mostra, “Geometrie Spirituali”, trova una solida sponda dottrinale nel pensiero di René Guénon e negli studi sul simbolismo della scienza sacra. Il dialogo che si instaura tra le severe architetture geometriche e razionali del Palazzo e l’opera di Renzo Eusebi assume, pertanto, un preciso valore istituzionale. L’arte assolve qui alla sua funzione più alta: riaffermare, nel cuore della rappresentanza della sovranità popolare, il primato dello Spirito sulla pura quantità, riconducendo il segno contemporaneo all’alveo della perenne ricerca dell’equilibrio e della Bellezza. Come scrive lucidamente il filosofo della tradizione René Guénon nel suo saggio Simboli della scienza sacra: “la forma, per la definizione stessa che ne danno i filosofi, è ciò che costituisce l’essenza propria di un essere; la forma essenziale è dunque, in definitiva, la stessa cosa dello spirito”. È proprio questa profonda unità identitaria tra l’esattezza della struttura e l’interiorità che la abita a conferire alle opere di Eusebi la loro vibrante, duratura e spirituale centralità.

Diciannove sono le opere che compongono il percorso espositivo, realizzate dal 1968 al 2025 che attraversano varie fasi legate ai movimenti artistici del Transvisionismo del 1995 e del Gruppo Aniconismo Dialettico (GAD) di Giorgio Di Genova del 1997, fino ad arrivare ai giorni nostri. Nelle sue tele monumentali realizzate in acrilico su tela, tecnica mista su tela o in smalto su faesite e nelle sue pittosculture risulta perfettamente equilibrata la ricerca tecnica e l’uso del colore.

Lo stile di Renzo Eusebi – afferma il curatore Alberto Moiolioggi si contraddistingue nella sua purezza compositiva che dialoga consapevolmente con le grandi stagioni dell’astrazione geometrica del '900, pur mantenendo una sua lirica creativa molto personale e riconoscibile. Ogni sua opera manifesta un equilibrio perfetto tra linee ortogonali e campiture cromatiche in cui il colore, spesso declinato nei primari rosso, giallo e blu, non è mai unicamente puro esercizio estetico. Eusebi ha la capacità di trasformare la superficie pittorica in uno spazio di meditazione in cui la geometria diviene un veicolo di spiritualità. Così nella pittura come nella sua ricerca scultorea, l’artista rappresenta la naturale estensione tridimensionale di questo particolare linguaggio. Renzo Eusebi riesce in questo modo a dimostrare come abbia saputo mantenere una straordinaria coerenza espressiva tra pittura e scultura.

Mentre Luigi Salvatori, curatore della mostra insieme a Moioli, afferma: L’opera di Eusebi è un viaggio affascinante attraverso il rigore e la materia. Dalla sua fase iniziale all’ultima utilizza sempre gli stessi colori primari: il Blu Oltremare Chiaro (Blu Phthalo), il Rosso Cadmio Chiaro e il Giallo Cadmio Chiaro. La costanza di questa sua tavolozza cromatica non è una semplice scelta estetica o una ripetizione fine a sé stessa, ma il cuore pulsante della sua filosofia visiva. Negli anni novanta ha messo alla prova i suoi colori primari nel caos della materia; nel 2024 quegli stessi colori sono diventati pilastri di strutture solide che non hanno più bisogno della tela per esistere. Questi colori primari sono stati la bussola che gli ha permesso di non perdersi nel labirinto dell’informale. Sono il DNA della sua pittura. La magia di Eusebi sta nel come questi stessi colori mutano significato a seconda della tecnica. Nella prima fase il colore è prigioniero della linea: successivamente il colore combatte con la figura e la materia, poi si libera dalla tela e diventa struttura autonoma dello spazio, architettura. Se dovessi scegliere un’immagine per descrivere il suo lavoro, sarebbe quella di un’architettura di pensiero che pian piano, nella sua evoluzione, si può toccare con mano. Posso così riassumere l’intera parabola di Eusebi, come un lungo percorso di liberazione, un percorso circolare, con un unico filo conduttore: il colore.

La Redazione

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ultimo aggiornamento: 04/07/2026, 09:13