"Indizi Ulteriori", bipersonale di Giuliano Cotellessa e Ettore Le Donne

10 Aprile 2026 Redazione A&S 246

NELLA FOTO: INDIZI ULTERIORI BIPERSONALE DI GIULIANO COTELLESSA E ETTORE LE DONNE.

Dall'11 al 24 Aprile 2026, presso la galleria Nuova Officina Solare a Termoli, si terrà la doppia personale degli artisti Giuliano Cotellessa e Ettore Le Donne.

Come scrive il curatore della mostra Nino BaroneLe opere pittoriche presentate in questa mostra sono state dipinte da due importanti artisti abruzzesi diversi per temperamento, per formazione e per la visione del mondo che li contraddistingue sia nella forma espressiva che nel contenuto comunicativo. Due modi distinti e personalissimi di studiare ed emancipare i dettami delle avanguardie storiche in strutture segnico-cromatiche attraverso i filtri della cultura postmoderna. Due strade che corrono parallele nella stessa direzione, verso la rilettura del pensiero e della storia degli uomini contaminata dalla crisi delle certezze e delle verità assolute.

La strada percorsa da Giuliano Cotellessa - scrive Baronesi basa su un astrattismo concretista e sognante, caratterizzato da un profondo legame con la realtà nonostante la forma non figurativa. Le sue opere descritte come “fuori dalla consuetudine” esplorano l'interiorità dell'immanente attraverso un uso del colore e delle forme che richiamano sogni e visioni che mirano a penetrare l'intimità dell'osservatore. La sua arte si innesta sulle molteplici strutture linguistiche sviluppate nel contesto dell'astrazione internazionale dalle origini ad oggi, di cui ha studiato a fondo i dettami traendone e rinnovando tutti gli elementi formali rappresentativi. Per lui la superficie è, come pittore concretista, una tabula rasa dove traccia automaticamente segni apparentemente senza senso, che acquistano nel manifestarsi un'autonomia evocativa di simboli ancestrali, i quali ripetuti incessantemente costruiscono strutture visive intense e coinvolgenti, una specie di alfabeto dello spirito. Allo stesso modo il suo colore trascende la convenzionale appartenenza a forme codificate per liberarsi in impronte che lasciano tracce di vecchia o nuova conoscenza, indizi che conducono a una rilettura dell'apparente realtà. Allo stesso modo  la sinfonia cromatica che trasuda dalle sue opere sviluppa nella percezione estetica dello spettatore una forte ed empatica musicalità interiore che induce ad espandere il limite del perimetro dei dipinti verso l'ignoto. Nel complesso la sua opera non vuole trasmettere messaggi o contenuti filosofici che facciano riflettere sul destino del mondo, vuole solo ricordare agli uomini che la bellezza del creato va manutenuta e preservata attraveso un ricongiungimento spirituale con essa, ascoltando i segnali che la natura ci manda.

Mentre per Ettore Le Donne, il curatore precisa: La sua è una pittura colta intrisa di pensiero storico e filosofico, una struggente ricerca dell'autenticità dei sentimenti e dei valori che tendono a ridefinire la struttura vitale dell'uomo contemporaneo nel suo habitat, costruito con gli esempi di donne e uomini illustri, ricordandoli e preservandone il prestigio e la memoria. Questa ricerca della verità si manifesta in un'opera del 1996 intitolata “Bonjour Monsieur Derrida” dove dichiara di fatto la condivisione della “concezione decostruttivista” del filosofo che metteva in evidenza le contraddizioni delle forme di potere nascoste nel pensiero dominante e presentate come verità assolute. Matura ed amplia questa esperienza nel periodo in cui fa parte del Gruppo Immanentista, dove realizza il ciclo di opere intitolate “Bunker”, opere nelle quali dipinge strutture architettoniche geometriche mimetizzate nell’ambiente urbano, che contengono i nomi di uomini e donne illustri, immaginati come un contemporaneo falansterio popolato di personaggi degni di memoria storica.  Sono spazi semichiusi  in cui le lettere di nomi noti quali Enzo Pagani, Giordano Bruno, Carlo Rubbia, Margherita Hack, Licini, Burri, Barisani, Dorazio, Cucchi, Mastroianni, Vedova, Afro, Man Ray, Calder, formano un abbecedario di concettuale memoria utile per reimparare a leggere un mondo che sta perdendo i valori essenziali di riferimento civili e sociali. Uno strumento critico per analizzare le dinamiche intercorrenti tra la creazione artistica e le istituzioni, esplorando l'arte come srumento di governo o in antitesi di emancipazione e riflessione. La sua costante ricerca d'avangurdia prosegue nell'esperienza del Movimento Iperspazialista di cui è un cofondatore dove il suo sapere filosofico si espande e spazia in altri mondi ultraterreni, approdando a definire domande aperte come finestre sull'infinito. Attualmente Ettore Le Donne, con il suo rigore strutturale, è impegnato nella ricostruzione di un nuovo umanesimo contrario alla megalomania del dio denaro di concezione occidentale.

“Indizi Ulteriori” risulta essere il titolo più appropriato ed esaustivo per definire i caratteri dei due artisti che ci regalano in questa mostra il desiderio di andare oltre il convenzionale e il già conosciuto. La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 18.00 alle 20.00 presso gli spazi espositivi ubicati in Corso Nazionale 12, Termoli (Campobasso).

La Redazione

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Ultimo aggiornamento: 10/04/2026, 20:09