La grande sperimentatrice dell'Arte: intervista ad Antonella Cappuccio

23 Aprile 2026 Redazione A&S 244

NELLA FOTO: LA GRANDE SPERIMENTATRICE DELLARTE INTERVISTA AD ANTONELLA CAPPUCCIO.

Intervista ad una grande interprete della pittura italiana, l'artista e scenografa ischitana – ma romana di adozione – Antonella Cappuccio. La sua ricca ricerca artistica oscilla tra il rigore pittorico e la libertà creativa, confermando sempre – in ogni collettiva e/o personale – di essere una instancabile sperimentatrice dell'arte, capace ancora oggi di catturare l'attenzione del pubblico, rapito da una seducente danza di eleganti citazioni pittoriche. In un precedente articolo, avevamo già intervistato la grande artista italiana, ma sentivamo la necessità di risentirla ancora per un altro interessante "racconto" d'arte. Antonella Cappuccio è sicuramente une affaire à suivre...


INTERVISTA AD ANTONELLA CAPPUCCIO
– a cura di Ivan Guidone / Sociologo e Giornalista


La sua Pittura ha attraversato diverse decadi con eleganza: è soddisfatta della sua ricerca o c’è ancora molto da esplorare?​

Il mio operare in arte, di decade in decade, è stato spinto da una continua necessità di ricerca. La competenza pittorica, il disegno, tutto l’apparato tecnico ed accademico, hanno costituito la partenza e non l’arrivo! La partenza, ovvero la base, mi ha consentito nuove scoperte, nuove esperienze materiche. Ogni materiale, infatti, possiede in sé una propria seduzione che consente un mutamento del linguaggio. La stessa immagine può cambiare completamente il suo senso, l’immagine diventa subalterna al modo ed al materiale con cui si esprime.

Può farci un esempio al riguardo?

Ad esempio, in alcune mie opere ho usato “carte di riso” che, applicate a piccoli strappi a mo’ di pennellate, se sovrapposte, producono degli interessanti effetti di velatura. Tante persone, infatti, vedendo i miei collage pensano che si tratti di pittura. E ancora, ho usato le sete, varie e tante, di tutti i colori, trattate con la tecnica dell’intarsio e ricamate a mano. Anche su queste opere le immagini si propongono con raffinata manualità, il filo che disegna e unisce in una sorta di patchwork, i tessuti creando opere ricche di infinite sfumature. Ho poi dipinto perfino su specchi incisi, e tanto altro…

Quali sono i suoi artisti preferiti e quali quelli che l'hanno ispirata a fare Arte?

Gli artisti che mi hanno ispirato maggiormente sono René Magritte, Paul Klee ed il Fauvismo. Credo che per un artista sia fondamentale l’istinto artigianale, non credo di aver esaurito il mio bisogno di ignoto, lavoro per sorprendermi, più ancora che sorprendere!

Pittura o Scenografia? Quale è stato il suo vero amore?

Ho iniziato come costumista scenografa e devo ammettere che con la Scenografia è stato un grande amore, tanto che – ancora oggi – ho dedicato al Teatro ed ai Costumi un’importante mostra al Museo Boncompagni Ludovisi a Roma. Ma l’incontro con la Pittura è stato fatale: ho scelto di lasciare il lavoro di costumista per aprire un mio studio e riuscire così, in questo radicale cambiamento, a realizzare la mia vera essenza.

Cosa è cambiato nella sua arte dagli esordi ad oggi?

Nella mia arte, nonostante l’irrequietezza creativa che connota il mio percorso, in realtà non parlerei di cambiamento, poiché sono rimasta fedele alla mia anima, alla mia poetica. Il cambiamento è soltanto estetico, ma il filo rosso che lega tutte le mie opere è l’esistenza e i suoi valori, le sue necessità, i suoi bisogni, le paure, le speranze.

Quale è la mostra (collettiva o personale) che ricorda con piacere?

Allora, la mostra che ricordo sempre con grandissimo affetto è la mia antologica a Castel Sant’Angelo a Roma.

Cosa pensa dell'Intelligenza Artificiale?

Francamente, parlando a titolo personale, penso che l’Intelligenza Artificiale sia solo un “salvagente” dal quale diffidare molto.

Cosa consiglierebbe ad un giovane che vuole intraprendere il percorso artistico?

Gli vorrei dire che l’Arte è un Paradiso che rende felici in modo assoluto, ma in realtà è un Inferno in cui bisogna essere capaci di restare sé stessi, integri, generosi ed umili, se si vuole conservare e potenziare il proprio talento artistico. Se si lavora per denaro, si finisce per inseguire il consenso e questo rende schiavi e la Musa dell’ispirazione non perdona!

E allora, che cosa significa per Lei fare Arte?

Fare arte significa sacrificio! L'arte richiede abnegazione e molte rinunce da fare, ma l’onestà con cui ci impegniamo viene sempre ripagata!

Ivan Guidone

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Ultimo aggiornamento: 23/04/2026, 11:51