A Napoli arriva "Licantropa" di Slobodanka Ciric: tra i lupi di Ruowang ed antichi culti irpino-sannitici

20 Giugno 2020 Ivan Guidone 1524

La performer Slobodanka Ciric accanto ad uno dei lupi appartenenti all'installazione 'Wolves Coming' di Ruowang.

Venerdì 26 Giugno 2020, alle ore 10:00, in Piazza del Municipio a Napoli, si svolgerà l'evento artistico intitolato Licantropa. Ideato dall'artista e scrittrice serba Slobodanka Ciric, la performance Licantropa avrà come scenario la celebre installazione Wolves Coming dell'artista cinese Liu Ruowang.

Realizzato con il patrocinio morale del Comune di Napoli e la collaborazione dell'Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Eleonora De Majo, il progetto beneficia dell'approvazione di Matteo Lorenzelli della galleria milanese "Lorenzelli Arte" (curatore dell'esposizione di Ruowang ed unico soggetto giuridico autorizzato a gestire l'istallazione dell'artista cinese) e della società “Black Tarantella” di Andrea Aragosa che si occupato della sistemazione dell'opera in Piazza del Municipio.

Come spiega la stessa Ciric: Il progetto è nato grazie ai buoni auspici iniziali di un personaggio caro al mondo culturale napoletano come, Nino Daniele e vedrà i cento lupi di Ruowang legati tra loro con dei nastri raffiguranti i colori dell’arcobaleno (un segnale di distensione e speranza a seguito di un periodo negativo) mantenuti da una figura di licantropa “generatrice del mondo” da me stessa impersonata.

La performance – aggiunge l'artista Slobodanka Ciricvede il lupo come un animale amato e temuto, padrone inconsapevole di una simbologia fortemente discussa, un archetipo che affascina e intimorisce incarnando in se stesso opposti apparentemente stridenti e del tutto complementari che fanno parte della conoscenza e della natura stessa dell'essere umano. Secondo la mitologia più antica, il lupo possiede due polarità distinte: una solare e maschile, legata ai culti di Zeus e di Apollo e Marte, e una lunare, femminile, legata al culto di Artemide e di altre divinità. Il lupo, quindi, incarna la doppia veste di bestia selvaggia dispensatrice di morte e distruzione, e al tempo stesso iniziatore e portatore di conoscenza.

L’idea di realizzare questo progetto – come ci rivela l'artista – nasce dall’approfondimento del culto di Zafuantus sviluppato in alcune tribù della Gallia Transalpina, e che prevedeva l’adorazione di una divinità zoomorfa con fattezze di lupo e donna, creduta dagli adepti la generatrice del mondo e che. Alcuni sostengono che proprio da questo antico culto i romani presero spunto per la leggenda della Lupa capitolina.

Sono numerosissime – continua la Ciricle testimonianze della presenza di culto del lupo anche nel napoletano come per esempio tra gli irpini, il cui nome deriva dal termine osco Hirpus, lupo, come narra il geografo, storico e filosofo greco, Strabone: "Viene il popolo degli irpini, anch'essi di ceppo sannita. Ricevettero questo nome dal lupo che fece da guida alla loro migrazione: i Sanniti chiamano ‘hirpos’ il lupo. Considerando il simbolismo del lupo nelle popolazioni europee, la sua associazione con la sacralità nel territorio irpino (la leggenda di San Guglielmo da Vercelli, fondatore del Santuario di Montevergine che ammansueta un lupo), e la sua funzione di guida per le popolazioni italiche, si può asserire che questa figura appartenga sia alla luce dell’età dell’oro, sia alle tenebre dell'età della decadenza.

L'intento di Slobodanka Ciric vuole dunque essere quello di esorcizzare le tenebre – rappresentate dalla lunga pausa forzata del COVID-19 – attraverso una esibizione coreutica "pacificatrice", così come ci chiarifica la stessa artista: Il simbolo di lupo e della sua duplice natura mai come ora assurge al simbolo di convivenza pacifica tra l’uomo e la natura.

  • Direttore Artistico: Daniela Marra
  • Fotografo: Bruno Ciniglia
  • Costume e Body-Painting: Natali Ferrary
  • Operatore Drone: Genny Megna
  • Operatore Video: Carmine Ciniglia
  • Regia, Scenografia, Interpretazione: Slobodanka Ciric

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