La pittura di Süphan Barzani / Franco Battiato: la testimonianza dell’amico scrittore Marcello Veneziani (articolo + foto)

20 Maggio 2021 Ivan Guidone 1031

Franco Battiato accanto alla copertina del romanzo di Marcello Veneziani.

Spesso capita che i grandi musicisti siano anche ottimi artisti: questo il caso di Franco Battiato, l’indimenticabile musicista-regista catanese scomparso recentemente. Sin dal 1993, infatti, Battiato ha svolto una pregevole attività artistica parallelamente a quella più nota di cantautore.

Süphan Barzani è lo pseudonimo utilizzato da Battiato per firmare le sue ottanta opere, divise tra tele e tavole, realizzate durante la sua trentennale carriera artistica. Lo stile è figurativo e le tecniche adoperate sono quelle ad olio e mediante uso di terre o pigmenti puri. I soggetti sono quelli legati alla sua profonda fascinazione per il Medio ed Estremo Oriente ed all'esperienza spirituale del Sufismo. Nelle sue opere, l’artista si concentra particolarmente sui volti, così diversi tra loro per età e provenienza etnica, una sorta di ricerca del divino attraverso le imperfezione e le unicità dei volti rappresentati.

Proprio a riguardo, lo stesso Battiato, in una dichiarazione fatta anni fa sul suo sito ufficiale, ci spiega: Una volta, pensavo che la mia totale incapacità nel disegno dipendesse dalla mancanza di una naturale predisposizione, come nel caso di uno stonato che non riesce ad emettere la stessa nota che ha in testa. Col tempo ho scoperto invece che avevo un’idea astratta, archetipa, dell’oggetto che osservavo: quello che mi mancava era la possibilità di coglierlo nella sua esatta forma. Per analizzare praticamente questo genere di chiusura iniziai a dipingere, per pura sfida: questa terapia riabilitativa mi sta privando di quel difetto, pilastro di certa consacrata pittura moderna.

Le opere di Battiato / Barzani sono state esposte in svariate mostre personali a Catania, Roma, Firenze, Stoccolma, Miami, Goteborg, e – come spesso accade agli artisti – alcune delle sue opere sono state scelte per essere le copertine di libri ed album. Lo stesso Battiato utilizza alcune delle sue opere pittoriche come copertina dei suoi dischi, quali Gilgamesh (opera in due atti pubblicata nel 1992 per la EMI), Fleurs (ventunesimo album uscito nel 1999 per la Mercury) e Ferro Battuto (ventiduesimo album uscito nel 2001 per la Sony Records).

Pochi mesi fa, nell’Aprile scorso, lo scrittore e giornalista Marcello Veneziani, utilizza proprio un'opera del compianto amico Battiato per il suo ultimo romanzo spirituale dal titolo La leggenda di Fiore. A tal proposito, Veneziani ci rilascia una sua testimonianza esclusiva:

Amo la musica di Battiato da una vita, ci conoscemmo una ventina d’anni fa, l’ho seguito in alcuni concerti e l’ho sostenuto in alcuni suoi progetti cine-musicali in RAI. Venne a Roma a presentare un mio libro che gli era caro, Il Segreto del Viandante. Con lui c’erano pure Giorgio Albertazzi e Pupi Avati.

Avendo di recente – ci specifica Venezianiscritto un libro in sintonia con la sua visione spirituale, La leggenda di Fiore, pensai di chiedere l’autorizzazione a pubblicare da Marsilio il mio romanzo con una sua opera pittorica in copertina: il suo ritratto, anche se ufficialmente catalogato come Donna con fiore, in realtà è Derviscio con rosa, che Battiato firmò come Suphan Barzani; e mi fu accordata. Da qui l’incontro tra le mie parole e le sue immagini pittoriche; e come sottofondo mi pare di sentire la musica di E ti vengo a cercare...

Questa importante testimonianza, ci fa comprendere quanto sia grande il vuoto lasciato da Battiato nell’ambito culturale italiano, ma che allo stesso tempo altri uomini di cultura abbiano colto il suo "messaggio", continuando il suo singolare "percorso" di ricerca artistica-spirituale.

Ivan Guidone

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Ultimo aggiornamento: 17/07/2021, 11:21