Problematiche nella conservazione e nel restauro dell’Arte contemporanea

23 Giugno 2021 Redazione A&S 804

Nella foto, un momento tratto da un restauro di un’opera di Carlo Alberto Cortina (foto di Pietro Vecchio).

Oggi gli artisti godono di una maggiore libertà espressiva rispetto al passato, che in parte li svincola dalle rigide regole accademiche. In questo nuovo modo di approcciarsi all’Arte, gli artisti possono esprimersi come vogliono, senza timore di pregiudizi da parte del pubblico, utilizzando i mezzi che più prediligono, spaziando da materiali più stabili fino ad impiegare perfino materiali organici di breve durata.

L’artista, dunque, oggi può decidere di usare la materia come mezzo espressivo temporaneo (che in alcuni casi il suo deperimento permette la creazione e la trasmissione del messaggio artistico stesso) o decidere d’impiegare materiali più durevoli che permettono la trasmissione dell’opera ai posteri. In questo particolare contesto, sono dunque due le principali problematiche sorte attorno a questo nuovo modo di concepire la produzione artistica:

  1. l’impiego di materiali non convenzionali che ha introdotto nuove questioni in ambito conservativo;
  2. il concetto di durabilità dell’opera, legato non solo ai materiali impiegati ma anche alle scelte artistiche eseguite in sede progettuale.

Responsabilità del conservatore/restauratore è rispettare questa consapevolezza ed intervenire ove è strettamente necessario con metodologie adeguate e selettive. L’intervento conservativo sul contemporaneo pone quindi il restauratore davanti a materiali molto diversi dal passato, quali ad esempio: gomme, plastiche, metalli, resine, carta, legno, ceramica eccetera. Ci troviamo dunque difronte a materiali, distinti per caratteristiche chimiche da quelli tradizionali, con patologie e degradi del tutto nuovi.

Ovviamente, per procedere correttamente in queste situazioni, è necessario eseguire uno studio accurato dei materiali impiegati, conoscere la loro composizione chimica, le tecniche esecutive ed eseguire uno studio storico artistico accurato per comprendere il processo creativo dell’opera.

Nella fase di restauro sarà necessario impiegare materiali compatibili e coinvolgere gruppi scientifici competenti con il compito di eseguire un’indagine diagnostica precisa ed accurata al fine di realizzare un intervento conservativo adeguato e consapevole, in cui restaurare, reintegrare o sostituire la materia. Sarà poi importante coinvolgere l’artista (nel caso in cui egli sia ancora in vita), nelle scelte conservative per preservare il più possibile l’aspetto che egli ha conferito al manufatto nella fase creativa.

Nell’ultimo decennio, il restauro del contemporaneo è stato protagonista di diversi convegni ed oggetto di studio di ricercatori/conservatori. Questi ultimi sono stati protagonisti e promotori di recenti sperimentazioni, al fine di identificare nuovi materiali da impiegare nel processo conservativo, compatibili il più possibile con i materiali costitutivi delle opere contemporanee soprattutto quelle polimateriche.

La cosiddetta pittura polimaterica non è una vera e propria tecnica pittorica nel senso stretto del termine – come ad esempio nel caso del puntinismo – ma un linguaggio artistico, che coinvolge anche elementi scultorei, con il quale l’artista realizza la propria creazione in assoluta libertà, impiegando tecniche e materiali molto diversi tra loro, coinvolgendo anche prodotti industriali dei quali non si conosce bene l’esatta durata nel tempo. Per la complessità delle superfici, dunque, un simile intervento conservativo sarà quindi unico e costruito totalmente sulla stessa opera da restaurare, coerente e rispettoso del concetto artistico che vuole trasmettere.

Al momento, pretendere una trattazione esaustiva sul restauro nell’ambito dell’arte contemporanea non è di facile attuazione, né lo scopo del presente articolo: ci troviamo difronte ad un ambito in continuo movimento, che richiede una conoscenza multidisciplinare ed una analisi accurata. Paradossalmente, il recupero di opere “tradizionali” può risultare più semplice rispetto a quelle moderne e/o contemporanee poiché si può attingere a molta documentazione altamente referenziata che è stata prodotta nel corso degli anni.

Nella foto, scattata da Pietro Vecchio, si può osservare un esempio di restauro di una scultura di arte contemporanea realizzata dall'artista Carlo Alberto Cortina, noto scultore contemporaneo scomparso nel 2003, ricordato dal pubblico per i suoi “pugni”. Il restauro è stato seguito dalla sottoscritta in qualità di direttore tecnico e coordinatrice dei lavori di restauro.

Cinzia Giorgi

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