Un affresco 'nobiliare' per l'artista Natali Ferrary

20 Gennaio 2021 Ivan Guidone 1270

L'artista Natali Ferrary accanto al suo affresco "nobiliare".

Uno dei vantaggi di fare il giornalista artistico è quello di vedere gli artisti mentre sono all’opera, mentre si imbrattano di colore, mentre sono nel vivo del loro lavoro. Ma può anche capitare di incontrarli "tutti tirati a lucido", dopo aver smesso i panni sporchi di lavoro, per mostrarci con grande orgoglio una propria opera appena terminata.

Questo è il caso di Natali Ferrary, una brava artista di origine russe da anni operante nella scena capitolina, che ci presenta in esclusiva uno dei suoi ultimi lavori: un affresco eseguito su commissione della famiglia Migliaccio in una delle storiche costruzioni della città di Napoli, un palazzo ottocentesco nei pressi di Piazza Carlo III.

L'affresco riproduce la parete antistante lo Scalone d'onore del Palazzo Reale di Napoli, ma con alcune variazioni che lo differenziano dall'originale: nelle due nicchie sono state infatti raffigurate le statue dei filosofi greci Platone ed Aristotele. Posizionato sul lato sinistro della porta centrale, Platone è raffigurato mentre regge il suo storico Timeo del 360 a.C., mentre Aristotele, sul lato destro, è rappresentato nell'atto di indicare i cinque elementi ed il libro dell'Etica.

Sopra la "statua" di Platone vi è raffigurato il simbolo della trinacria con i lineamenti della stessa artista, mentre sopra Aristotele è raffigurato l'iconico cavallo duosiciliano. Nella parte alta dell’affresco, in direzione della porta centrale, è rappresentato lo stemma della famiglia Migliaccio risalente al XVI secolo, al cui interno si possono scorgere simboli nobiliari quali: i gigli borbonici, il blasone di famiglia (raffigurante un ramo di miglio) e le aquile reali con corona ed artigli.

Nonostante la cifra stilistica di Natali Ferrary sia più orientata verso una schioppettante pop art revival arricchita da grosse dosi di dropping, questo affresco – eseguito con colori acrilici all'interno di un spazio di soli trentasei metri quadri – riesce, attraverso un sapiente gioco prospettico realizzato dall'artista, ad ampliare la vera grandezza della stanza, nonché a "nobilitarne" le pareti!

Ivan Guidone

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