“Giambattista Maganza il Giovane”, il saggio di Francesco Caracciolo

30 Marzo 2024 Redazione A&S 256

NELLA FOTO: GIAMBATTISTA MAGANZA IL GIOVANE IL SAGGIO DI FRANCESCO CARACCIOLO.

Focus sulla pittura di Giambattista Maganza il Giovane, a firma dello Storia dell'Arte Francesco Caracciolo.

Pubblicato da pochissimo dalla casa editrice Vivi Edizioni, il saggio di Francesco Caracciolo, dal titolo “Giambattista Maganza il Giovane”, rappresenta un appassionato e meticoloso approfondimento sulla pittura di questo valido artista vicentino vissuto nel periodo della Controriforma. Come copertina del saggio è stata scelta proprio una delle opere più salienti del pittore vicentino dal titolo "Incoronazione di Spine", custodita presso il Museo Diocesano di Vicenza.

IL LIBRO

Il saggio mette in luce alcuni aspetti della produzione artistica di Giambattista Maganza jr. attraverso l’analisi di un corpus di opere assegnate con sicurezza al giovane pittore dalle fonti antiche, prima fra tutte Le Maraviglie dell’Arte di Carlo Ridolfi, fino alla progressione degli studi che si ebbe nel corso del XX secolo, in cui si metterà in risalto principalmente quel particolare aspetto legato all’imprenditorialità che caratterizzò questa fecondissima bottega – attiva a Vicenza a partire dagli anni ’80 del Cinquecento fino agli anni ’30 del secolo successivo – che vide tra i suoi fondatori per l’appunto Alessandro Maganza, coadiuvato dai figli Giambattista, Marcantonio, Vincenzo e Girolamo. Analizzerò innanzitutto lo stile del pittore vicentino partendo dall’influenza esercitata dal padre Alessandro, che lo coinvolgerà nei numerosi cantieri aperti a Vicenza durante il fervore del rinnovamento religioso operato dal vescovo Matteo Priuli (1528-1595) e dal nipote Michele (1547-1603), fino ad un cambiamento repentino della sensibilità dell’artista del quale si noterà l’impiego di un luminismo intenso di gusto bassanesco accanto ad un progressivo incupimento dell’intonazione cromatica complessiva. Affronterò finalmente la trattazione di quest’artista, purtroppo abbastanza trascurato sia dalla critica contemporanea che dalle ricerche in ambito universitario, riallacciandomi innanzitutto alle fonti del passato quali il Ridolfi e il Boschini, che pur tratteggiando un profilo relativamente scarno e lacunoso del pittore, ci forniscono, tuttavia, numerose informazioni che possano, quantomeno, ricostruirne gli aspetti più salienti della sua produzione artistica che si situa precisamente in un arco temporale che va dalla metà degli anni ’90 fino al secondo decennio del Seicento. Il pittore ebbe una vita alquanto breve per i nostri standard, anche se nel Seicento i quarant’anni di un individuo erano già un traguardo ragguardevole: nacque infatti a Vicenza nel 1577 dove vi morì nel 1617, morte di cui non sappiamo nulla (tacciono perfino le fonti archivistiche o piuttosto non si è riusciti a trovare ancora nulla). Di Giambattista Maganza il Giovane è documentata finanche una vasta produzione grafica che si traduce nella realizzazione di schizzi e di disegni preparatori di grande efficacia narrativa nel solco della produzione paterna da cui si distaccherà ben presto per operare in autonomia nel contesto molto fecondo della produzione di pale d’altare, legate sia alle confraternite religiose che alle comunità monastiche, protagoniste incontrastate del rinnovamento religioso nella Vicenza a cavallo tra il Rinascimento ed il nuovo fervore dell’epoca barocca. Nella trattazione del pittore vicentino si farà riferimento solamente ad un corpus di opere che la tradizione ha assegnato alla sua mano, sospendendo l’analisi dei dipinti la cui attribuzione è ancora incerta oppure non ampiamente documentata: delle opere che prenderò in esame redigerò un catalogo ragionato corredato di schede descrittive, nonché di immagini a colori che possano farci comprendere quanto egli fosse abile nel maneggiare il pennello, ma anche di realizzare composizioni ben calibrate e simmetriche, in linea con i precetti della Controriforma che stabiliva delle regole rigide e precise in materia di immagini sacre.

L'AUTORE

Francesco Caracciolo (Maddaloni, Caserta, 1978), è professore di ruolo in Storia dell'Arte presso l’Istituto Superiore Statale “Bartolomeo Montagna” di Vicenza. Si è laureato nel 2002 presso l’Università degli Studi di Napoli “Luigi Vanvitelli”. Ha frequentato la Scuola di Specializzazione per la Formazione degli Insegnanti della scuola secondaria di II grado dell’Università della Calabria e successivamente ha iniziato ad insegnare nella provincia di Vicenza. Nel 2023 ha conseguito la laurea triennale in Lettere Classiche presso l’Università Telematica Guglielmo Marconi e nello stesso anno ha pubblicato la monografia dal titolo Alessandro Maganza, Pittore Eccellentissimo della Controriforma a Vicenza, le vicende di un pittore vicentino eclettico ed intraprendente” (1548-1632). Dal 2021 collabora all’allestimento di mostre per la galleria d’arte vicentina Studio Elle Arte Contemporanea.

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Ultimo aggiornamento: 30/03/2024, 12:15