In mostra a Montefano la mitografia femminile di Guido Harari

9 Ottobre 2026 Redazione A&S 133

NELLA FOTO: IN MOSTRA A MONTEFANO LA MITOGRAFIA FEMMINILE DI GUIDO HARARI.

La mostra "Muse, sirene e strani angeli" di Guido Harari al Museo Arturo Ghergo di Montefano (Macerata) racconta, attraverso i suoi scatti, la forza del mondo femminile.

La mostra di Harari, inaugurata lo scorso 3 Ottobre 2026 e visitabile fino al 10 Gennaio 2027, ci racconta il volto femminile non come icona da contemplare, ma come presenza che ridà libertà, forza e fragilità. Curata dallo stesso Guido Harari (con testi di Claudio Domini e Giancarlo Dotto), la mostra "Muse, sirene e strani angeli" concentra lo sguardo sulla rappresentazione del femminile, attraverso il volto di attrici, scrittrici, musiciste, artiste, scienziate, sportive e donne comuni. Questi volti formano una galleria dove il ritratto va oltre la dimensione meramente celebrativa per diventare una attenta indagine sull’identità della persona.

La personale di  accompagna l'assegnazione del Premio alla Carriera Arturo Ghergo a Guido Harari, noto fotografo, giornalista e critico musicale che ha esordito sin dai primi anni Settanta collaborando per riviste come "Ciao 2001", "Giovani", "Gong" e "Rockstar". Le prime immagini di Harari, diffuse proprio attraverso questi periodici musicali, hanno contribuito a costruire l'immaginario visivo di più generazioni, restituendo volti e corpi di protagonisti come Bob Dylan, Leonard Cohen, Patti Smith, Joni Mitchell, Lou Reed, Tom Waits, Fabrizio De André, Paolo Conte e Giorgio Gaber.

Come afferma Claudio Domini, direttore artistico del Premio Arturo Ghergo e autore dei testi critici: «Il femminile ha sempre rappresentato una componente fondante del lavoro di Harari. Le sue muse non sono figure ancillari, ma soggetti indipendenti e liberi, posti al centro della scena, capaci di ispirare, interrogare e talvolta mettere in discussione chi guarda.» Da questa lettura, prende forma il concept della mostra, dove le muse diventano anche sirene capaci di sedurre ma anche di denunciare e interrogare, oppure «strani angeli», figure sospese fra forza e fragilità, esposizione pubblica e irriducibile individualità.

La selezione estende il campo oltre il mondo musicale, seguendo l’evoluzione della ricerca di Harari verso il Cinema, la Letteratura, l'Arte, lo Sport, la Scienza e altri ambiti della società contemporanea. Negli ultimi decenni, Harari ha ampliato il proprio orizzonte, mettendo in discussione la stessa idea di star portrait e focalizzandosi sempre più sulla persona. Uno dei punti più interessanti della ricerca di Harari è Ritratti sospesi, dedicato a persone fragili o disabili, dove la fotografia perde ogni funzione promozionale per diventare esperienza di riconoscimento, testimonianza e relazione.

Il percorso documenta inoltre l'evoluzione stilistica di Harari, dalle immagini più costruite degli anni della cultura rock a una progressiva sottrazione degli elementi accessori, fino a una fotografia sempre più concentrata sul volto e sullo sguardo. Il ritratto diventa così un luogo d'incontro, non semplice restituzione di una fisionomia, ma spazio nel quale fotografo e soggetto costruiscono insieme un’immagine capace di sottrarsi, almeno per un istante, alla rigidità della maschera pubblica.

Nella foto due portrait di Harari: l'attrice italiana Virna Lisi (2001) e la cantante-attrice tedesca Ute Lemper (1992). La mostra "Muse, sirene e strani angeli" è visitabile il Sabato e la Domenica dalle ore 10:00 alle 12:30 e dalle 17:00 alle 19:00, mentre negli altri giorni su prenotazione. Per informazioni e prenotazioni, potete contattare il numero telefonico: (+39) 347 142 2378 o scrivere all'inidirizzo di posta elettronica effettoghergo@gmail.com.

Ivan Guidone

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ultimo aggiornamento: 12/10/2026, 20:50