“La Fiaba e 4 elementi”, mostra d’arte contemporanea a Pozzuoli (articolo + foto)

11 Dicembre 2023 Redazione A&S 653

NELLA FOTO: LA FIABA E 4 ELEMENTI MOSTRA DARTE CONTEMPORANEA A POZZUOLI.

Dal 15 al 23 Dicembre 2023 presso il Palazzo Migliaresi a Pozzuoli si terrà la mostra collettiva itinerante “La fiaba e i 4 Elementi” di pittura e grafica.

In mostra i seguenti artisti provenienti dall'intero territorio nazionale: Alfonso CACCAVALE, Bruno CAROTENUTO, Giuseppe CAPUANO, Antonio CIRACI, Veronica LONGO, Alessandra MAISTO, Luciano MATERA, Hong MINOIA, Nicola NAPOLITANO, Fernando PISACANE, Roberto SANCHEZ, Luciano SCATENI, Fabio SPATARO, Sergio SPATARO, Lucio STATTI.

È la seconda tappa di un movimento artistico che si propone di valorizzare la fiaba come arte e prevenzione del disagio. La prima tappa artistica si è svolta nel 2022 al Festival “Un paese incantato” di Campodimele presso il Palazzo della Cultura, mentre la seconda si svolge al Rione Terra di Pozzuoli, presso il Palazzo Migliaresi. Il tema di questa seconda edizione è intitolato "Terra, Aria, Fuoco, Acqua: fiabe, arte ed esperienza del cambiamento". Gli enti promotori dell'evento sono: Comune di Pozzuoli, Agenzia Arcipelago, Ipers e Museo Minimo.

L'inaugurazione della mostra, prevista per il 15 Dicembre 2023 alle ore 17:00, sarà presentata dal direttore artistico Roberto Sanchez (Museo Minimo) e dal direttore del festival "Un paese incantato" Giuseppe Errico. L'inaugurazione si aprirà con la proiezione “Di fiaba in fiaba” di Gatto Capuano. Dalle ore 17:30 alle 19:00 è previsto il Convegno di studio "La fiaba popolare nella terra del fuoco" con interventi e saluti delle autorità e degli organizzatori. Alle ore 19:00, la consegna del Premio "La Fiaba Magica" XIII edizione a Vito Minoia, Ugo Vuoso e Antonio Corcione.

Le motivazioni della mostra muovono dalla considerazione che la fiaba popolare, come forma d’arte, rischia di scomparire dal mondo umano (non solo dal mondo dei bambini), sostituito dall’universo digitale di massa e dall’algoritmo. L’arte, come mezzo di salvezza/sopravvivenza della fiaba, in seguito all’inquinamento digitale crescente, causato dal progresso, corre rischi di distruzione. Come afferma Galimberti: «La tecnica ci mangia l’anima». Ciò vale a dire che la tecnologia rischia di far scomparire ogni forma di libertà creativa compresa la fiaba (narrata, legata alla presenza tra una persona e un’altra), il teatro dal vivo, il patico, l’emozionabilità. Il rapporto individuo – digitale crea una barriera tra persona e persona facendo scivolare nell’isolamento (a ciascuno il suo cellulare e mondo virtuale-social).

L’algoritmo (che tutto sa di noi mentre noi nulla sappiamo di lui) è il nuovo nucleo ossessivo del firmamento socio-comunicativo, capace di guidare le nostre scelte e decisioni; un universo, che riempie di ogni forma di piacere possibile pur di condurci all’uso di oggetti (“consumismo virtuale”), dove il Me (ego-centrico) sostituisce il Noi, dove il mito antropocentrico, del sapere tutto e per tutto (e non del guardare le stelle come si usava fare nell’antichità) cioè della persona che comanda la tecnica considerata estensione delle sue facoltà, del suo Io, si rovescia nel suo contrario.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ultimo aggiornamento: 11/12/2023, 21:06