CopertinaContributi e SegnalazioniA Napoli, “Art you can eat”: dove l’Arte si mangia davvero!
6 Novembre 2026 Redazione A&S 53
Lo scorso 4 Novembre, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, di fronte all'iconico murale dedicato a Diego Armando Maradona, la Ritrattoria di Nicola Vincenzo Piscopo: un ristorante che non è un ristorante, dove il piatto del giorno è il cliente e dove l’arte, a dispetto del vecchio adagio, si mangia davvero. Lo spazio è raccolto e familiare, in linea con le migliori tradizioni culinarie locali. Due soli tavoli per un pubblico di sei o otto persone alla volta e quattro piatti della tradizione artistica partenopea, preparati dallo stesso Piscopo. Dietro l’ospitalità prende forma "Art you can eat", il format ideato dall’artista, che custodisce il retrogusto amaro di una frase sentita fin troppe volte: «Con l’arte non si mangia». Piscopo la prende in parola e la rovescia. Il pasto non è il contorno dell’opera né un pretesto relazionale, è l’opera stessa, con tanto di conto da pagare.
Quel che accade a tavola è il cuore dell’operazione. Il cliente si accomoda in quello che sembra, in tutto e per tutto, un ristorante, ma non lo è. Aprendo il menù scopre che il piatto del giorno è lui stesso, tradotto in una serie di voci-pietanze tra cui scegliere. Fatta l’ordinazione, il cameriere chiama in sala lo chef, che esegue il ritratto dal vivo. In pochi minuti, il piatto scelto è servito con l’immagine del commensale. A quel punto gli ospiti sono invitati, in un clima conviviale, ad assaggiarsi a vicenda o a mangiare sé stessi, in un atto di schietto "narcisismo cannibale".
La Ritrattoria è una messa in scena sospesa tra commedia, tragedia e performance, in cui, nel tempo di un pasto fugace, a essere dipinta, esposta e consumata è la nostra stessa immagine: il volto dei clienti e, di riflesso, quello della città. Tutto poggia su un doppio movimento di scomparsa. Scompare l’artista che, dodici ore al giorno, grembiule addosso, si dissolve nella fatica del servizio, e scompare lo spettatore che, mangiando il proprio ritratto, genera l’opera e la distrugge nello stesso istante, senza lasciare nulla da conservare. Questa coreografia è ciò che Piscopo chiama "un'iconofagia perenne", una critica ironica e tagliente alla società dei consumi, alla bulimia delle immagini e alla gentrificazione che trasforma l'autenticità in merce pronta al consumo. Al termine del pasto resta una sola domanda, posta a bassa voce: chi sta mangiando chi?
Il progetto artistico, curato da Quartiere Latino APS e patrocinato da Comune di Napoli, si protrarrà fino a Domenica 29 Novembre in via Emanuele De Deo 65, dove l’artista-chef è pronto ad accogliere turisti e napoletani per un intero mese di servizio. Per maggiori informazioni, potete contattare il numero telefonico (+39) 328 619 09 20 o l'indirizzo di posta elettronica ritrattoriadanicola@gmail.com.
Classe 1990, Nicola Vincenzo Piscopo è un artista visivo nato a Napoli, dove vive e lavora. Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, concentra la sua ricerca principalmente sulla pratica pittorica, intesa come dispositivo filosofico-critico, con un linguaggio che unisce ironia e illusione. Nel 2021 fonda Quartiere Latino, Condominio Museo d’Arte Contemporanea a km-0. Ha partecipato a collettive come GOAL! presso la Fondazione Morra Greco nel 2023 e Lettere intorno a un giardino, a cura di M. Ferrara e F.M. Simeone, presso la Galleria Alfonso Artiaco. Nel 2025 realizza la mostra Delitto Napoletano, a cura di A. Calvanese, presso il Museo Nazionale della Ceramica Duca di Martina a Napoli e inaugura l’installazione «NOON – non toccare il quadro elettrico» presso la Galleria Rubin di Milano.
La Redazione A&S
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Ultimo aggiornamento: 06/11/2026, 19:34