Cinema e Arte: le proposte del Bif&st di quest’anno, tra memoria e visione consapevole

4 Aprile 2026 Redazione A&S 397

NELLA FOTO: CINEMA E ARTE LE PROPOSTE DEL BIFST DI QUESTANNO TRA MEMORIA E VISIONE CONSAPEVOLE.

Dal Novecento alla sperimentazione contemporanea, le mostre del Bifest 2026 trasformano personaggi del cinema e materiali in memoria viva e sensoriale.

André Bazin sosteneva che «il cinema è il più realistico degli specchi, capace di catturare l’invisibile che l’arte tradizionale spesso ignora». Questo pensiero sembra aver guidato le due mostre protagoniste del Bifest 2026: “Sembra che è passato un giorno” e “Sguardi sul cinema”. Entrambe, a nostro avviso, possiedono il potenziale di mettere lo spettatore di fronte a un cinema che non è solo visione, ma esperienza, memoria e gesto creativo.

Il Bif&st si apre così a Bari come un laboratorio di memoria ed invenzione. “Sembra che è passato un giorno”, a Palazzo Starita, non è una semplice raccolta fotografica: duecento fotografie, materiali d’archivio, volti di Alberto Sordi, Sophia Loren, Marcello Mastroianni e Claudia Cardinale, che non sono icone cristallizzate, ma nodi di una costellazione culturale. Le opere di De Sica, Visconti, Pasolini ricordano tensioni estetiche e politiche, invitando lo spettatore a un ruolo attivo. La componente sonora accompagna senza sopraffare, trasformando la visita in un attraversamento sensoriale, dove immagine e suono dialogano, si intersecano, provocano.

A pochi passi, nel Teatro Margherita, “Sguardi sul cinema” risponde con materia e gesto creativo. Fili di rame, ritagli di pelle, tessuti e bottoni diventano volti di icone del cinema italiano e internazionale. Da lontano le immagini appaiono coerenti; da vicino si disgregano, rivelando fragilità e stratificazione. Lo spettatore diventa parte dell’opera. La statua di Federico Fellini, alta 2,5 metri, in stampa 3D e materiali riciclati, emerge come un monolite tra memoria e fantasia. Fellini diventa simbolo di un cinema che rende visibile l’invisibile, che indaga la memoria attraverso la forma. Ciò che colpisce e unisce le due mostre è la loro forza, la capacità di rendere visibile ciò che normalmente sfugge: la memoria del cinema, il residuo visivo trattenuto dalla retina, il gesto creativo che trasforma scarti in icone.

“Sembra che è passato un giorno” mette in discussione la storia e la memoria, “Sguardi sul cinema” restituisce centralità al tatto, alla materia, alla percezione, in un mondo dominato dalle immagini digitali. Come ricordava Susan Sontag: «Ogni immagine è un frammento del mondo, e guardarla significa scoprire l’arte nascosta nella realtà stessa». Questo ci trasmettono i due eventi fortemente rappresentativi: rendere l’invisibile percepibile, il passato vivo, l’arte e il cinema strumenti per guardare oltre lo sguardo superficiale.

Il Bif&st di quest’anno, dunque, giunto alla sua diciassettesima edizione, conferma, per quello che riguarda le iniziative dedicate all’arte, il suo ruolo di spazio critico e creativo. Non solo rassegna cinematografica, ma luogo dove passato e presente dialogano, dove archivio e sperimentazione convivono. Tra fotografie, scarti trasformati in arte e statue che sfidano la percezione, emerge una visione chiara: il cinema si fa linguaggio vivo, pronto a reinventarsi, capace di rendere visibile quello che spesso sfugge ad uno sguardo superficiale.

(articolo e foto di)
Rossella Cea

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Ultimo aggiornamento: 04/04/2026, 21:54