CopertinaContributi e SegnalazioniUno sguardo su Londra: una riflessione di Sociologia Visuale
17 Gennaio 2026 Redazione A&S 529
Come molti di voi già sapranno, la Sociologia Visuale è una branca della Sociologia che utilizza le immagini (fotografie, video e filmati) come strumenti di indagine, analisi e comunicazione della nostra realtà sociale. A differenza della Sociologia tradizionale, che si basa prevalentemente su interviste e statistiche, quella visuale riconosce che gran parte della nostra esperienza sociale è di carattere visivo e che le immagini contengono dati e significati che le parole non sempre riescono a trasmettere.
Dunque, per seguire un approccio metodologico strutturato, la Sociologia Visuale trasforma le immagini acquisite da meri scatti fotografici a dati sociologici. A tal proposito, il materiale visivo preso in considerazione per questa breve trattazione è rappresentato da una serie di scatti fotografici inediti, raccolti con libertà esplorativa dal sociologo e critico d'arte Maurizio Vitiello. Tali scatti catturano i momenti più disparati di una grande città come Londra durante le scorse festività del Natale 2025.
L'autore degli scatti ha evitato volutamente i tipici luoghi londinesi da cartolina (come ad esempio la Torre di Londra, Buckingham Palace, il Big Ben ed il Tower Bridge), per concentrarsi sui momenti di vita quotidiana, diurna e notturna, di luoghi "popular" come il Wembley Park (che ospita lo Stadio di Wembley), il famoso quartiere residenziale di Notting Hill (che ha ispirato l'omonima e fortunata pellicola cinematografica), il popoloso mercato di Portobello Road, il prestigioso albergo The Ritz, la Portland Gallery (importante punto di riferimento per l'arte contemporanea), negozi di grandi marche come Bvlgari, Fendi e Gucci, il ristorante Sotheby's, la casa dello scrittore George Orwell (celebre autore de La Fattoria degli Animali e 1984), e perfino grandi attività commerciali come il mercatone Kingsbury Fruit & Veg Ltd ed il teutonico mega discount ALDI (ALbrecht-DIscount).
Per trasformare questo materiale fotografico in una riflessione di Sociologia Visuale, dobbiamo allora osservarlo oltre la sua componente estetica ed interpretare le immagini raccolte come prove di dinamiche sociali. Dobbiamo allora chiederci: che cosa ci stanno raccontando queste immagini? Dalle immagini, emerge un quadro particolare della capitale inglese: case tradizionali "convivono" con ultramoderni glass buildings circondati da innumerevoli non-luoghi (catene alberghiere, supermercati, negozi di fashion, metropolitane).
Queste immagini ci "raccontano" una Londra surmoderna (NdR: termine coniato dall'antropologo francese Marc Augé) che non si limita ad essere solo la Capitale del Regno Unito e dell'Inghilterra (come lo era qualche tempo fa con i suoi iconici double-decker, le sue tipiche cabine telefoniche di colore rosso ed i vari poser punks ad ogni angolo di strada), ma una metropoli "global" che ha smarrito molto della sua carica identitaria che possedeva fino agli anni Novanta del secolo scorso. Una Londra forse troppo simile ad altre città come New York o Sydney, ma che comunque cerca di mantenere una sua identità nonostante l'invasiva diffusione della globalizzazione. E se i Clash – storica formazione del primo punk-rock inglese – avessero avuto ragione quando denunciarono l'avanzare di un consumismo alienante nella canzone Lost in the Supermarket?
Ivan Guidone + Maurizio Vitiello
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Ultimo aggiornamento: 18/01/2026, 20:00